di S.F.
Misure per la sicurezza, la legalità e il decoro per il centro storico di Terni, a palazzo Spada per una volta si va d’accordo. L’assise ha approvato all’unanimità – 25 i favorevoli, gli altri erano assenti – un atto di indirizzo proposto dal gruppo consiliare del Pd dopo lo scambio tra Emidio Gubbiotti e il sindaco Stefano Bandecchi.
L’ATTO DI INDIRIZZO SULLA SICUREZZA

L’avvocato ternano in apertura ha dato merito all’amministrazione di essersi «adoperato in più occasioni, con il nostro contributo, nella direzione opportuna» sull’argomento. Tuttavia Gubbiotti ha evidenziato che la «situazione del centro è peggiorata» tra reati e soprattutto percezione della sicurezza. «Bisogna ripartire dal patto per Terni sicura sottoscritto il 10 febbraio e da quanto indica la legge sulla sicurezza 48/2017». Dai Dem, in estrema sintesi, c’è stato l’input per un maggior presidio del territorio, un regolamento sulla tutela del centro e «l’individuazione di aree del centro storico o dell’intero centro in cui sia vietato il nuovo insediamento, il trasferimento o la variazione della superficie di vendita di un elenco di attività commerciali, in quanto non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale». Come detto ci ha pensato l’imprenditore livornese a rispondere.
IL VADEMECUM PER IL CONTROLLO DEL VICINATO: I DETTAGLI

Bandecchi, dopo aver sottolineato che «molte cose richieste sono già state fatte», ha puntato in primis su quanto accadrà mercoledì: «In prefettura si firma per il controllo del vicinato. Ora c’è maggior controllo della movida che, sì, deve esistere. Ma verso l’allegria e il benessere, non per coltellate e cazzotti ogni giorno. Divertitevi, ma non con la movida esagitata». Dal primo cittadino un elogio per Michele Abenante: «Grande apprezzamento verso il questore, che ha cominciato a guardare in faccia la realtà. Ha messo in strade più pattuglie, come più volte chiesto. E ora abbiamo telecamera h24 in città. Porteremo avanti – ha proseguito Bandecchi – l’iniziativa per una città che sia vissuta serenamente». Infine l’appoggio all’atto Pd: «Votiamo favorevole perché va nel solco di ciò che stiamo facendo. Gran parte del lavoro è dovuto a questura e prefettura, noi collaboriamo con la polizia Locale. E spero che presto arriveranno i controlli dall’alto». Mattinata serafica. Con Bandecchi che ha ‘giocato’ anche sul nome dell’avvocato: «Il nome che ha avuto in sorte, Emidio, mediatore in latino». Fine della storia.
Terni, ‘controllo del vicinato’: il vademecum. «No ronde, mera osservazione». Cosa è previsto






