di S.F.
«Il predetto immobile risulta allo stato attuale inutilizzato, salvo utilizzazioni temporanee per eventi e
manifestazioni di natura culturale/sociale». Questa la premessa con la quale il Comune di Terni avvia formalmente la procedura per tentare di ridare vita a palazzo Catucci di Collescipoli che, come noto, fino al 2023 ha ospitato l’università telematica Pegaso.
GIUGNO 2023, PEGASO LASCIA PALAZZO CATUCCI

L’edificio ora finisce nelle mani della direzione governo del territorio – in precedenza lo aveva in capo l’istruzione – con l’obiettivo di «proseguire nel percorso di valorizzazione artistico-culturale dei borghi, secondo una strategia integrata dirigenerazione del patrimonio e promozione». Si parla di palazzo Catucci per attività culturali e, in questo modo, evitare il «possibile deterioramento e degrado derivante dal non utilizzo».
2024, PRESSING PER PALAZZO CATUCCI

La manutenzione? «I lavori continui, regolari e durevoli a cura e spese del concessionario consentiranno altresì all’ente di mantenere il proprio patrimonio in uno stato appropriato, sgravandolo dei corrispondenti oneri tecnici ed economici», viene specificato. Il bando prevede una concessione per un periodo di sei anni ad un canone concessorio di 59.614 euro: potrà essere ridotto del 100% (da prassi) per i soggetti operanti nel campo dei servizi socio-assistenziali e dei beni/attività culturali, istruzione e formazione. In ogni caso per l’erogazione di un servizio pubblico. Ma con alcuni ‘paletti’.

Esempio? La destinazione dovrà essere per un presidio culturale stabile, che includa «formazione specialistica e masterclass ed almeno cinque eventi annuali di rilievo nazionale ed internazionale, da realizzare in collaborazione con il Comune». Ci sarà la valutazione premiante in caso di sviluppo di tale attività, in particolar modo «nella forma di un museo o istituzione similare». L’aggiudicazione definitiva ci sarà solo in caso di autorizzazione alla concessione della soprintendenza. D’altronde di mezzo c’è un vincolo culturale. Sul tema, di recente, era andata in pressing l’associazione L’Astrolabio per chiedere cura e manutenzione dello storico edificio.

L’eventuale concessionario avrà un bel po’ di obblighi. I più rilevanti riguardano la verifica degli impianti per il loro ripristino a proprie spese, dotarsi delle autorizzazioni per lo svolgimento delle attività, farsi carico degli esborsi di gestione per il funzionamento, fare i contratti per le utenze, mantenere i locali in condizioni di massimo decoro, realizzare tutti gli interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria, non operare per fini di lucro, non sub-concedere a terzi l’uso dell’immobile e versare una cauzione con fidejussione bancaria pari a due mensilità del canone di concessione. Dunque 12 mila euro circa. Vedremo gli esiti.






