di S.F.
Percorso meccanizzato da oltre 1,2 milioni di euro di quadro economico a Cesi con fondi Pnrr, ci sono problemi. Era già noto da tempo – divers le gare andate deserte, dopodiché l’aggiudicazione dell’appalto integrato nel 2025 – e ora viene messo nero su bianco con ulteriori dettagli: l’intervento è stato ‘spacchettato’ in due lotti per questioni di tempistiche da rispettare ma, tuttavia, al momento c’è l’approvazione del progetto definitivo-esecutivo solo per il primo. A firmare è il dirigente al governo del territorio e Rup Federico Nannurelli.
Terni, Pnrr Cesi: affanno per l’ascensore a cremagliera da 1,2 milioni. Via alla terza gara

L’importo contrattuale di aggiudicazione è di 746 mila euro. Nel primo semestre tuttavia non è andata così liscia la questione: «Al fine di velocizzare le attività di verifica del progetto definitivo-esecutivo, in applicazione del principio del risultato ed in relazione alla scadenza Pnrr imposta del 30 giugno 2026, è stata avviata d’ufficio una procedura di controllo degli elaborati agli atti». Riscontrata così «una carenza di documenti e contenuti essenziali affinché il progetto potesse essere cantierizzato». A febbraio il Comune ha chiesto al ministero della cultura di avere una proroga oltre giugno per la conclusione dell’opera considerando dei 179 giorni di lavoro necessari dalla consegna. Niente da fare.
Il 12 marzo l’ente si è allora attivato con il Mic per chiedere una variazione diversa, ovvero «procedere mediante articolazione dell’intervento in due lotti funzionali». Il primo per la realizzazione dell’ascensore verticale e sistemazione del terrazzamento, il secondo per l’ascensore inclinato «la cui esecuzione, allo stato attuale,
non risulta compatibile con le tempistiche imposte dal Pnrr». Il ministero (4 aprile) ha dato l’ok. Non è finita qui.

Palazzo Spada ha richiesto più volte l’aggiornamento degli elaboratori progettuali per una serie di carenze, tra le quali una «discordanza negli importi riportati nei computi metrici estimativi». Alla fine della giostra si arriva il 30 aprile con la riunione tra Nannurelli, l’ingegnere Maurizio Tafuri (amministratore unico della società aggiudicataria) e l’ingegnere Ilaria Morelli (verificatore progettuale per il Comune): «Il lotto funzionale 1 risulta completo, conforme e verificabile positivamente; il lotto funzionale 2 risulta non verificabile per carenze progettuali, con particolare riferimento alla incompletezza e non coerenza degli elaborati economici (computo metrico estimativo e analisi dei prezzi). Tali carenze non consentono la verifica della congruità economica dell’intervento, né la validazione complessiva del livello progettuale».
C’è di conseguenza l’approvazione del progetto definitivo-esecutivo solo del primo lotto dal valore di 339 mila euro e non del secondo. Nel contempo i proprietari delle aree coinvolte hanno accettato l’indennità provvisoria di espropriazione e, infine, c’è la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera con efficacia per un periodo di cinque anni. Vedremo cosa accadrà per il secondo lotto.






