di S.F.
Lunghezza proposta otto anni, valore complessivo stimato dell’affidamento – comprensivo di eventuale proroga tecnica – pari a 702 mila euro e canone annuo minimo da 3 mila euro. E se il piano economico-finanziario non dovesse definire un equilibrio, «è possibile proporre un incremento della durata della concessione fino a 15 anni»: sono i dati chiave della stima istruttoria per la gara in arrivo legata al centro nautico ‘Paolo d’Aloja’ di Piediluco. C’è l’incarico dell’esecutivo Bandecchi nei confronti del dirigente al governo del territorio Federico Nannurelli per far scattare l’iter.
LA STIMA ED I NUMERI PER L’AFFIDAMENTO DEL POLO NAUTICO
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La giunta ha approvato un atto ad hoc per i principali impianti sportivi del territorio. Oltre al d’Aloja, ci sono anche il camposcuola, l’impianto polifunzionale di piazzale Senio e il palatennistavolo De Santis, quest’ultimo – così come il polo nautico – nelle mani da anni della federazione nazionale. Per entrambi c’è lo stesso esito: non sono idonei a generare un reddito e di conseguenza il Comune li classifica privi di rilevanza economica. Discorso diverso per piazzale Senio che, invece, è di rilevanza economica considerando che di mezzo ci sarà anche il bar da ristrutturare a fianco. Ma di questa struttura ne parleremo più avanti perché le novità non mancano.
LE STIME ED IL PEF PER L’AFFIDAMENTO DEL PALATENNISTAVOLO

Per i due impianti di maggior importanza andrà individuato «un criterio premiale in termini di punteggio alle istanze provenienti dalle Federazioni sportive nazionali per gli impianti di rispettivo riferimento, a condizione che le stesse federazioni non solo intendano proseguire con le abituali attività già condotte alla pari del passato, mantenendo la sede del centro di preparazione olimpica operativa nel territorio comunale, ma che altresì si impegnino ad organizzare, annualmente e per tutta la durata della concessione, delle manifestazioni sportive di carattere nazionale o internazionale. Appare peraltro ragionevole che il relativo punteggio venga individuato nel limite massimo del 20% del totale», viene specificato nel documento istruttorio.

C’è dunque il via libera per Nannurelli su un duplice fronte. Coordinare lo specifico gruppo di lavoro per il d’Aloja e avviare la procedura per la gestione e l’uso. Come detto le stime già ci sono (sopra il documento integrale con le spiegazioni): «La natura non economica – viene puntualizzato – del servizio non implica automaticamente un valore dell’affidamento pari a zero. Ai fini della procedura, il valore deve essere stimato sommando, per l’intera durata e per le eventuali opzioni: ricavi da tariffe e utilizzo degli spazi, corrispettivi delle attività federali, ricavi da eventi, ristoro, sponsorizzazioni, pubblicità e attività accessorie; eventuali contributi o compensazioni pubbliche e ogni altra utilità economicamente valutabile attribuita al gestore».

Il margine complessivo calcolato (post canone da 3 mila euro) è di 42.915 euro nel periodo base di otto anni: «Contenuto e coerente con la natura non economica del servizio. Esso è destinato a coprire variazioni di costo, capitale circolante, piccoli investimenti, imprevisti e ragionevole remunerazione delle risorse impiegate». Si parte.
Non per il camposcuola invece. Sì, perché palazzo Spada ritiene «di dover rinviare a successivi atti ogni valutazione circa il suo carattere di impianto sportivo privo o con rilevanza economica, a motivo della necessità di approfondire ogni valutazione tecnico contabile in termini di costi e di ricavi». La proposta generale sui quattro impianti arriva dall’assessorato del vicesindaco e assessore allo sport Paolo Tagliavento.
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