di S.F.
Se ne parla da mesi tra schemi, confronti, comunicati stampa, attacchi, repliche e altro ancora. Ora ci siamo: lunedì in III commissione arriva la famosa ‘rottamazione quinquies’ impostata dal Comune di Terni per i debiti tributari e patrimoniali di cittadini ed imprese – esclusi quelli riguardanti pronunce di condanna della Corte dei conti – dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2023 affidati all’Agenzia delle entrate-riscossione (i carichi Ader). Non ci sono novità rispetto a quanto già emerso in Bct lo scorso 30 giugno. Non toccati i concessionari privati Ica e Municipia.

Andiamo al sodo, le cifre, già esposte in larga misura tre settimane fa nel confronto pubblico. Il carico complessivo attenzionato per la manovra vale 33 milioni e 814 mila euro di residui: con la ‘rottamazione’ ci sono 11 milioni di euro oggetto di sgravio (la manovra consentirà di ‘abbuonare’ interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio, per i debitori che aderiranno resterà da pagare la quot capitale), dei quali la maggior parte (7 milioni) interessano la polizia Locale. Poi 3,6 milioni dell’ufficio tributi e via via tutto il resto (ambiente, ufficio scolastico, urbanistica, strade ecc.). «L’adesione del Comune alla rottamazione quinquies – si legge – risulta avere effetti finanziari sostenibili, in considerazione dei carichi già stralciati dal bilancio, la cui parziale riscossione darebbe luogo alla registrazione di maggiori entrate».

Inoltre l’adesione comporterà «evidenti benefici in termini di efficienza gestionale, grazie alla delega ad Ader dell’intero iter procedurale e dell’onere della riscossione, oltre al recupero di somme altrimenti destinate all’inesigibilità», viene puntualizzato nel documento istruttorio. Di fatto una soluzione migliore rispetto alla ‘normale’ riscossione, non sempre – tutt’altro – efficace con i crediti da riscuotere di lunga data. Una volta approvata in consiglio comunale, l’atto sarà inviato ad Ader ed entro il 30 settembre al ministero dell’economia e delle finanze.
Gli eventuali incassi futuri saranno nuove entrate, senza alcun tipo di conseguenza o squilibrio sulle manovre contabili già approvate. Insomma, si dà spazio a condizioni più favorevoli per pagare i debiti piuttosto che procedere con il recupero ordinario. C’è il semaforo verde del collegio dei revisori dei conti con firma di Remigio Venanzi, Simone Francesco Cociani e Lorella Capezzali. Niente ‘rottamazione’ invece per i carichi in mano ad Ica e Municipia che, come già emerso in occasione della III commissione di aprile, varrebbe invece per palazzo Spada una minore entrata da bilanciare pari a 1,7 milioni di euro. L’assessore proponente è Michela Bordoni, mentre la responsabile del procedimento è la funzionaria con elevata qualificazione all’ufficio gestione delle entrate tributarie Giulia Scosta.
Comune Terni, tasse: la ‘rottamazione’ varrebbe una minore entrata di 1,7 milioni. I nodi






