di S.F.
Altro scontro sul camposcuola ‘Casagrande’ di Terni dopo il tortuoso percorso che è proseguito nel 2025 per tentare di restituire alla città la struttura sportiva. Via libera in assise alla variazione di bilancio da circa 150 mila euro per la riapertura immediata e, nel contempo, c’è l’annuncio della futura e nuova chiusura per l’ampliamento delle corsie. Che, come noto, è stata messa in standby per ora.
Terni, camposcuola: 150 mila euro per la riapertura immediata e con funzionalità minima
La discussione ha preso il via – post spiegazione dell’atto da parte della giunta comunale – con l’intervento di Marco Cecconi (FdI) che, in sintesi, ha riepilogato l’iter riguardante l’architetto Roberto Buccione (colui che si è occupato della progettazione ‘base’ dell’ampliamento) e la lamentela di quattro associazioni sportive del territorio in merito alla gestione del progetto. Con tanto di criticità. Bandecchi sul tema si è mostrato subito ‘caldo’ considerando i ritardi e le problematiche in essere: «Spesi fondi del Pnrr e ci troviamo con un camposcuola con le stesse identiche corsie, tribune e spogliatoi. C’è solo la pista nuova. C’è stata la sensibilizzazione della fondazione Carit con contributo da 400 mila euro per l’ampliamento ma, ad un certo punto, i costi sono lievitati a quasi 2 milioni. E allora senza sentire nessuno ho deciso che non era più possibile, restituendo i 400 mila euro alla fondazione. La mediocrità è entrata nelle ossa di questa città e spesso i cittadini la accettano come elemento naturale. Il progetto è nato sbagliato e gli spazi/modi per rifare tutto c’erano», ha tuonato.
OTTOBRE 2025, IL PRESSING DELLE ASSOCIAZIONI. POI LO STOP ALL’AMPLIAMENTO

Tra i più battaglieri sul tema l’ex assessore al bilancio e consigliere del Gruppo Misto Orlando Masselli: «Lei sosteneva che soltanto degli imbecilli potevano tenere chiuso il camposcuola a lungo e che con 6-7 mesi sarebbe finito. Il progetto lo poteva modificare, mi piaceva molto ciò che aveva proposto. Mi spiace se si è rassegnato alla mediocrità cui è stata abituata una parte della città», le sue parole nel ricordare vecchie dichiarazioni del primo cittadino sulle tempistiche. A questo punto Bandecchi ha alzato i giri in termini di esposizione: «Troppa gente vuole rubare in questa città mafiosa. C’è concussione tra poteri forti e istituzioni. Alcuni lavori che secondo me costerebbero 200-300 mila euro, qui costano l’ira di Dio perché fatti in maniera barbina. A casa mia due corsie non possono essere pagati due milioni, ho ritenuto di non dover buttare soldi».
Terni, ampliamento corsie camposcuola: tocca al Coni. Via libera per il parere
Lo scambio Masselli-Bandecchi è andato avanti per un bel po’: «La variazione del camposcuola poteva farla già a suo tempo, avrei voluto apprezzarne la modifica», ha rilanciato il consigliere di minoranza. «I lavori con fondi del Pnrr non possono essere modificati, parola del Rup. Non potevamo farlo», l’immediata replica del sindaco. Leonardo Patalocco (PD) ha parlato di una «gestione non buona», annunciando il voto contrario del gruppo consiliare. Per Valdimiro Orsini (TMS) «importante restituire ai cittadini il camposcuola, ci sono stati errori progettuali». Sul tema si è esposto anche l’assessore Giovanni Maggi: «Il progetto del camposcuola è nato monco. L’ampliamento delle corsie era considerato fondamentale, ma si valutano tanti aspetti e tornare sui propri passi è stato ponderato», ha detto in relazione al costo. «Parlando con le associazioni ci hanno subito detto che non era possibile fare la 7° e 8° corsia. Ora sindaco ha cambiato idea. Lei non ha il dono dell’infallibilità, falliamo tutti. Sarebbe necessario talvolta ammettere di aver detto una cosa inesatta. Non c’è bisogno di dire che Terni è una città di mediocri», la replica di Pierluigi Spinelli tra i Dem.
Poteva mancare un altro scontro frontale tra Guido Verdecchia (Misto) e Bandecchi? Negativo. «Non c’è differenza tra chi promette l’azzeramento delle liste d’attesa e le nuove corsie del camposcuola, vale per Regione e Comune. Sono promesse ai cittadini non mantenute. Ora sappiamo che non è possibile modificare il camposcuola, ma ce ne rendiamo conto tardi». Il primo cittadino non ha mollato: «Tutti i tecnici hanno detto che le due corsie non possono essere fatte. Attraverso i dirigenti che avete scelto in questo Comune, non siamo riusciti a fare il lavoro con i soldi corretti. In questa città si ruba troppo. Le faremo richiudendo il camposcuola per otto mesi, adesso lo omologhiamo e poi non aprirà perché in primavera faremo le corsie». Vedremo come andrà.

Nelle battute finale Cinzia Fabrizi (Misto) e lo stesso Masselli hanno stuzzicato Bandecchi: «Se ha contezza di ipotesi di reato, faccia le denunce», le parole della prima. «Come posso inviare subito la documentazione alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti dopo l’approvazione?», la richiesta del secondo al segretario generale Iole Tommasini. Il sindaco è intervenuto fuori microfono: «Mando io direttamente, siamo d’accordo». Con la Tommasini che ha detto la sua. Resta l’alta tensione sul camposcuola.






