di S.F.
«I dirigenti danno esecuzione ad indirizzi dell’organo esecutivo e del consiglio. Ora c’è l’autoproduzione grazie alla politica delle assunzioni. Come tecnico posso dire che non è una prassi facile: richiede forte impatto organizzativo, forte attività di controllo, forte intesa interna e forte relazione con altri uffici». Parole del dirigente al governo del territorio, Federico Nannurelli, in riferimento alla nuova modalità operativa del Comune per le manutenzioni delle strade. Il cosiddetto ‘Cantiere Comune’.
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È lui venerdì mattina ad essere stato protagonista in I commissione per dare delucidazioni rispetto all’atto di AP, presentato da Maria Elena Gambini. Partendo dalla consueta premessa – la mancanza di manutenzioni pre 2018 e delle carenze finanziarie nel periodo del dissesto –, Nannurelli ha parlato per circa 30 minuti ad ampio raggio: «Serve consapevolezza dell’estensione delle strade e delle carenze economiche. Siamo passati da 200 o 300 mila euro l’anno ad 1 milione di euro stanziati nei tre esercizi di previsione per la manutenzione. Importo maggiore che comporta una gestione particolarmente critica. Tuttavia ci consente di fare una programmazione che prima non era possibile: l’obiettivo è ridurre il modello intervento emergenziale e fare pianificazione sulla base delle priorità».
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Nannurelli ha parlato di una «fase start-up» al momento in riferimento al nuovo modello operativo: «Cerchiamo di superare la logica degli appalti pubblici tradizionali, sopperiti in parte dalle squadre interne. ‘Cantiere Comune è una sperimentazione a livello nazionale e ora gli impatti positivi si iniziano a vedere con risultati operativi. Il sindaco ci ha orientato su questa modalità». Nannurelli e l’assessore Marco Iapadre hanno poi esposto il confronto tra i costi di una carreggiata di 7 metri di larghezza ed una superficie di 7.000 mq fatta in amministrazione diretta ed una con appalto. Sul tema è poi intervenuto Marco Cecconi (FdI) per far presente che, in realtà, il risparmio c’è ma non così tanto. Dibattito a suon di numeri e posizioni politiche.
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Così come le parti si sono confrontate sull’articolo 7 del nuovo codice dei contratti pubblici, ovvero sul principio dell’auto-organizzazione amministrativa: Nannurelli in tal senso ha annunciato che, dal 2026, ci saranno anche affidamenti in house sul fronte strade. «L’articolo dice che l’autoproduzione è possibile purché con dovute motivazioni, con congruità economica e rispettando la concorrenza», l’input di Cecconi. «In amministrazione diretta c’è un risparmio sul costo vivo di quasi il 50% e la linea del sindaco, di cui siamo fieri, è quella di non accendere mutui. Abbiamo tagliato gli sprechi in Comune, che erano tanti», la replica di Iapadre.

Non è mancato un passaggio sull’incidentalità primaria sulle strade: «Complessa, gli incidenti dipendono da tanti fattori. Molti dal comportamento degli utenti. Le strade di Terni hanno avuto una riduzione notevole dovuto ad interventi strutturali, potenziamento della segnaletica verticale e rifacimento di quella orizzontale. Quest’ultima era molto carente ed è in corso un intervento massivo», ha aggiunto Nannurelli. «C’è anche un costo sociale degli incidenti e per il Comune le spese per i danni materiali. Sui sinistri, durante il dissesto, avevamo grossi problemi perché non c’era la copertura assicurativa e quindi c’è un grosso strascico. E vedete continui debiti fuori bilancio per questo motivo».
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Infine un cenno sui criteri (qualcosa ha ricordato la vicenda di via delle Cinque Strade) per gli interventi sul territorio: «Decide la struttura tecnica – le parole di Iapadre – sulla base delle valutazioni. La percezione del miglioramento che non si avverte? Dovuti a tanti fattori, la situazione era tragica. Non si può fare tutto e subito, ora è migliorata». Più a fondo è andato Nannurelli: «I criteri tengono conto dello stato effettivo del degrado, del livello di utilizzo, dei flussi, della strategicità funzionale per i collegamenti e l’indice di incidentalità. E principalmente per la compabilità con le risorse disponibili. Ci sono liste stilate attuabili con i finanziamenti a disposizione. Mi occupo – ha concluso – delle strade dal 1996 ed è un tema molto afflittivo. Contenerlo non è mai stato facile».






