di S.F.
Ridotto eliminato da tempo. Primo stralcio da 6 milioni di euro al 60% di realizzazione (sarà concluso per ultimo a causa delle finiture), il secondo (quadro economico da 14 milioni con fondi Pnrr) è al 20% di attuazione. Con termine lavori fissato giocoforza al 2026: in estrema sintesi è la situazione al teatro Verdi di Terni, in fase di riqualificazione/ristrutturazione da due anni. Mercoledì mattina c’è stato un nuovo check con un’affollata I commissione consiliare tra tecnici, dirigenti, esponenti politici e giornalisti.
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Protagonisti in particolar modo il dirigente ai lavori pubblici Piero Giorgini e il funzionario con elevata qualificazione Matteo Bongarzone, il Rup della complessa partita che tanto ha fatto parlare negli ultimi anni. «Il primo stralcio ha avuto due varianti in corso d’opera, con l’eliminazione del teatro ridotto. Siamo al 60%. Per il secondo c’è stata la consegna in estate e siamo al 20%. Abbiamo chiesto di accelerare al massimo alla ditta», ha sottolineato il responsabile unico di progetto.
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C’è da correre insomma, ma era già noto: «Ci sono oltre 20 operai al lavoro, in modo serrato. I pilastri dei camerini sono stati realizzati, poi verrà ‘armato’ il solaio. Inoltre sono stati delineati i volumi finali con ingombro della torre scenica. Già visibile la fossa dell’orchesta nella parte semicurva», ha aggiunto Bongarzone. «Sulla parte vincolata e storica sono terminati i lavori di consolidamento strutturale». Con una sorta di battuta il Rup ha sintetizzato la storia: «Superati i problemi del sottosuolo, ora cresciamo come non ci fosse un domani». Si spinge a tutta. In loco gli assessori Giovanni Maggi e Marco Iapadre.






