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Home » Test sierologici al via nei centri privati

Test sierologici al via nei centri privati

di Fabio Toni
7 Maggio 2020
in Ambiente e salute, Apertura 5, Coronavirus, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di F.L.

Da mercoledì 6 maggio in diversi laboratori privati dell’Umbria è possibile effettuare ad un prezzo calmierato di 40 euro (test qualitativo) i test sierologici per i quali la Regione ha dato il proprio ‘via libera’ tramite un protocollo che fissa una serie di prescrizioni. A riferirlo è una nota congiunta delle venti attività che ad inizio di aprile e tramite le loro rappresentanze, avevano chiesto all’amministrazione regionale di convocare un tavolo tecnico per affrontare il tema dei test sierologici in modo da coordinare l’aiuto che il settore privato avrebbe potuto dare all’interno del piano regionale contro il coronavirus, «consapevoli – spiegano a nome della categoria Patrizia Pasciuti, Paolo Pelosi e Sandro Contenti – degli effetti negativi di attività non coordinate e al di fuori di contesti e percorsi sanitari definiti».

TEST SIEROLOGI, UTILI MA NON DANNO PATENTE DI IMMUNITÀ

La lista dei laboratori

Ad effettuare i test – riferisce la nota diffusa alla stampa – sono le strutture: Alexander Flaming (Bastia Umbria), Analisi Sammartini (Foligno), Analysis (Spoleto), Bidiesse (Ellera di Corciano), Bioanalisi (Spello), Casa di cura Liotti (Corciano), Biolab (Deruta), Centro diagnostico Trasimeno (Castiglione del Lago), Clinilab (Ponte San Giovanni), Galeno (Perugia e Città di Castello), Geochim (Gualdo Tadino), Istituto analisi cliniche Minerva (Perugia), Istituto di analisi Marcello Malpighi (Castel del Piano), Jacaroni centro diagnostico (Terni), Lab 2000 (Assisi), Laboratorio analisi cliniche A. Bassi (Perugia), Lab Todi (Todi), Lari (Perugia), Salvati diagnostica (Terni), SwissLab (Perugia).

SPECIALE CORONAVIRUS – UMBRIAON

Accesso alla prestazione

L’esecuzione del test è rivolta esclusivamente ai cittadini ‘asintomatici’, cioè che non presentano sintomi relativi al covid-19. Sarà indispensabile la prescrizione medica e la prenotazione, con triage telefonico, direttamente al laboratorio prescelto. Per i pazienti minorenni, sarà necessario l’accompagnamento di chi ha la patria potestà, mentre per i pazienti con disabilità è indispensabile la presenza di un tutore. L’esecuzione dei test avverrà nel rispetto di protocolli di sicurezza e protezione, definiti dal laboratorio, atti ad evitare la diffusione del contagio.

Comunicazione del risultato del test

L’esito del test, sia positivo che negativo, verrà trasmesso, per fini epidemiologici, ai competenti servizi igiene e sanità pubblica dell’Asl. È stata predisposta un’apposita web app per il trasferimento dei dati. In caso di risultato ‘positivo’ del test sierologico, il laboratorio deve immediatamente segnalare il caso positivo al servizio di igiene e sanità pubblica competente per territorio per i provvedimenti del caso. Il soggetto sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti con test molecolare (tampone), che rimane, ad oggi, il solo test diagnostico in grado di identificare i soggetti infetti e potenzialmente diffusori di infezione. Per garantire il monitoraggio sulle modalità di espletamento dei test e la valutazione dei risultati nella attuale fase epidemica, è prevista la costituzione di un Comitato regionale che comprenderà un rappresentante per i laboratori privati.

Cosa può dire il test sierologico

Il test sierologico misura la risposta anticorpale che consegue al contatto con il virus Sars-Cov-2 . La comparsa degli anticorpi, in particolare immunoglobuline di classe IgM e classe IgG, è caratterizzata da un innalzamento, dopo qualche giorno dall’infezione, delle IgM, la cui concentrazione nel sangue si riduce poi abbastanza rapidamente; segue, con un ritardo di qualche giorno dall’innalzamento delle prime, la comparsa delle IgG che persistono per un tempo più lungo. Il test sierologico può allora rilevare lo stato anticorpale del soggetto al momento del prelievo, e può essere utilizzato come indagine complementare alla ricerca diretta dell’Rna virale nel distretto orofaringeo e delle vie respiratorie, in pazienti senza sintomi di malattia (asintomatici), soprattutto al fine di contribuire alla prevenzione della trasmissione del virus. Questi accertamenti, come specificato dalle disposizioni regionali, non sono esaustivi. Un risultato negativo, ad esempio, non esclude la possibilità di un’infezione in atto in fase precoce e il relativo rischio di contagio dell’individuo per il fisiologico ritardo della risposta anticorpale al virus (periodo finestra). Una eventuale positività, in assenza di infezione in atto, al contrario, non costituisce una prova di immunità protettiva e non può fornire al soggetto nessuna ‘patente di immunità’.

Due tipologie di test

I principali test sierologici attualmente disponibili sono di due tipi. Test sierologico qualitativo in immuno-cromatografia (Cards): permette di rilevare la presenza o assenza degli anticorpi IgM e IgG contro Sars-CoV-2 nel sangue del paziente. Il test si esegue da prelievo capillare o da prelievo venoso. Test sierologico quantitativo in Elisa e in Clia: misura l’esatta concentrazione degli anticorpi (IgM e/o IgG) nel sangue del paziente. Il test si esegue da prelievo venoso.

 

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