di Giovanni Cardarello
Il rischio è di vedere i treni regionali ‘sfrattati’ dalla linea direttissima per far spazio ai privati, con un inevitabile aumento dei tempi di percorrenza per chi viaggia tra l’Umbria, Roma e Firenze. Per questo motivo la Regione Umbria ha deciso di passare al contrattacco, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il nodo della contesa: il parere Antitrust
Al centro della mobilitazione della giunta regionale c’è il recente parere dell’Antitrust (Agcm) relativo all’assegnazione di nuove tracce sulla linea ad alta velocità, scaturito da una segnalazione della società francese SNCF Voyages Italia. Il parere riconosce l’assegnazione di 18 tracce orarie al nuovo operatore estero, un inserimento che, secondo l’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti, rischierebbe di saturare definitivamente un’infrastruttura già al limite della capacità.

Pendolari nel mirino
«Siamo di fronte a una decisione che rischia di produrre conseguenze molto pesanti sui servizi di trasporto pubblico locale su ferro», spiega De Rebotti nella lettera inviata anche a Mit, Antitrust e alle Regioni limitrofe (Toscana, Lazio e Marche). Il timore concreto è che, per far posto ai treni ‘a mercato’ francesi, i convogli regionali e interregionali vengano progressivamente spostati sulla linea lenta.
Il risultato? Un allungamento dei tempi di viaggio per le migliaia di umbri che ogni giorno utilizzano il treno per lavoro o studio. «Per i nostri territori – prosegue l’assessore – l’ingresso di nuovi operatori potrebbe significare un’ulteriore compromissione della qualità del servizio e del diritto alla mobilità».
Sospeso l’accordo con Rfi
La Regione Umbria ha deciso di usare anche la leva diplomatica della fermezza: è stata infatti sospesa temporaneamente l’approvazione dell’Accordo quadro 2026-2031 con Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Una mossa necessaria, secondo palazzo Donini, finché non ci saranno certezze sulla capacità minima garantita per i treni regionali. «I livelli già concordati con Rfi rappresentano per noi una soglia minima indispensabile – sottolinea l’assessore – al di sotto della quale non possiamo scendere senza mettere a rischio la tenuta del servizio pubblico».
La richiesta di un tavolo tecnico
L’obiettivo della Regione è ora quello di ottenere un confronto immediato che metta insieme Ministero, Autorità Garante e Regioni del centro Italia. L’Umbria chiede che il rispetto delle regole della concorrenza non vada a colpire i servizi essenziali. «Serve un chiarimento – conclude Francesco De Rebotti – per trovare soluzioni che tutelino i pendolari e permettano alle Regioni di definire gli accordi in un quadro di certezze.






