di Giovanni Cardarello
Un tavolo di confronto interregionale, permanente, per uscire dall’angolo e dare risposte a chi, ogni giorno, sale sul treno per raggiungere il luogo di studio e di lavoro e combatte con ritardi e cantieri. È questo l’esito principale dell’incontro avvenuto venerdì 20 marzo tra l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, Francesco De Rebotti, e l’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi.
Trasporti: l’Umbria rompe con Rfi. De Rebotti: «Rischio tagli sulla direttissima»
Un faccia a faccia, si legge in una nota dello stesso assessore, necessario per fare il punto su una rete ferroviaria umbra che somiglia sempre più a un cantiere a cielo aperto, tra investimenti del Pnrr e disagi cronici.
La sfida della direttissima e dell’alta velocità

Il primo nodo sul tavolo è quello della linea direttissima. A tal proposito De Rebotti ha chiesto una ‘regia nazionale’ che garantisca un accesso equo ai binari, evitando che i treni regionali finiscano sistematicamente in secondo piano rispetto all’alta velocità.
Proprio su quest’ultima è scattato l’allarme dopo una recente delibera dell’Antitrust sui ‘treni a mercato’, i francesi di SNCF Voyages Italia. Rfi ha però rassicurato la Regione Umbria: il provvedimento non toccherà i servizi già previsti negli accordi quadro. Resta però il tema del coordinamento tra regioni limitrofe per evitare colli di bottiglia che penalizzano l’Umbria.
Il paradosso ex Fcu: elettrificata ma lenta
Capitolo a parte per la ex Ferrovia Centrale Umbra (Ifru). Qui De Rebotti ha sollevato un tema critico: per correre e rispettare le scadenze del Pnrr, i progetti sono stati ‘semplificati’. «L’eliminazione di tratti di raddoppio e punti di incrocio – è stato sottolineato – ha limitato il potenziamento. Nonostante l’elettrificazione e i nuovi treni, i tempi di percorrenza rischiano di restare quelli storici».
La proposta della Regione Umbria in tal senso è chiara: ripristinare le configurazioni originarie vicino a Terni e Perugia e adeguare la linea agli standard nazionali. L’obiettivo è trasformare la ex Fcu in un’alternativa reale per alleggerire le tratte sature e potenziare i collegamenti verso Roma.
«Basta sacrifici al buio»
Il passaggio più politico dell’assessore della Regione Umbria riguarda però il presente. I pendolari umbri stanno vivendo una fase di estrema difficoltà a causa di rallentamenti e modifiche ai servizi legati ai cantieri.
«La Regione riconosce l’importanza dei lavori – ha spiegato De Rebotti – ma è indispensabile una prospettiva chiara. I cittadini devono sapere quale sarà l’esito degli interventi, quale modello di esercizio ne deriverà e in che modo migliorerà concretamente il servizio. I pendolari hanno bisogno di percepire il risultato finale di quanto si sta realizzando».
Il tavolo permanente
L’incontro si è chiuso con il via libera al tavolo interregionale permanente. Non una semplice riunione saltuaria, ma una sede stabile di confronto tra Rfi e le Regioni per coordinare le scelte infrastrutturali. «Rappresenta un passaggio fondamentale per costruire quella visione unitaria che oggi manca», concluda la nota dell’assessore






