di Giovanni Cardarello
L’Umbria sta vivendo una prima decade di gennaio 2026 decisamente fredda. Erano anni infatti, almeno cinque, che il clima non era cosi rigido nel territorio. Anche se – ricordiamo – perfettamente in linea con la stagione. E pertanto, dopo un inizio d’anno che aveva visto il termometro crollare fino a -18,1°C a Castelluccio di Norcia e a -10°C in Alto Tevere, in totale assenza di neve, la regione è tornata in queste ore in una morsa di gelo ancora più insidiosa.
Come riporta la pagina Facebook ‘Perugia Meteo‘, nella mattinata di giovedì 8 gennaio si sono registrati valori termici estremi che ricordano le grandi ondate di freddo del passato. Il record regionale spetta a Colfiorito con un gelido -15,6°C, ma il freddo è stato pungente ovunque: Perugia centro ha toccato i -4,3°C, mentre nelle periferie e nelle valli si è arrivati a -5°C (con punte di -8°C in Valnerina e nella Valle del Niccone).
A tal proposito la Protezione civile regionale ha confermato in queste ore l’allerta gialla per rischio ghiaccio su tutto il territorio. La situazione è resa complicata dalle cosiddette ‘nevicate da scorrimento’: aria più mite che scivola sopra il cuscino d’aria gelida preesistente. Questo fenomeno sta portando deboli fioccate sul sud-ovest della regione (Trasimeno, Pievese e Orvietano). A causa delle temperature basse del suolo, la neve attecchisce istantaneamente, creando lastre di ghiaccio estremamente pericolose. A Perugia, il Comune è già corso ai ripari interrompendo il flusso d’acqua nelle fontane storiche per evitare che il gelo distrugga le tubature.
Lo scenario meteo, comunque, si appresta a cambiare nuovamente, promettendo un fine settimana di estrema variabilità. Già dalla serata di giovedì noteremo un aumento della nuvolosità stratificata: è il segnale del ‘ramo caldo’ che precede una nuova perturbazione atlantica. Venerdì 9 gennaio sarà una giornata di transizione; il richiamo di correnti più miti farà salire temporaneamente le temperature, portando piogge sparse che si intensificheranno in serata. In questa fase, la neve si ritirerà solo sulle vette più alte dell’Appennino, oltre i 1.400 metri.
Tuttavia, si tratterà di una parentesi breve. Tra la notte di venerdì e sabato 10 gennaio, l’ingresso di aria più fredda farà calare nuovamente il limite delle nevicate, che potrebbero tornare a imbiancare le zone collinari intorno ai 600-700 metri. Per la chiusura del weekend, domenica 11 gennaio, i bollettini dell’Aeronautica Militare indicano un lento miglioramento, ma il clima resterà prettamente invernale. Nonostante un timido rialzo delle massime, il rischio di forti gelate notturne rimarrà concreto, rendendo le strade ancora insidiose per chi si metterà alla guida nelle prime ore del mattino.






