Hanno tirato giù la visiera, hanno infilato bene i guanti e hanno cominciato a roteare la mazza ferrata. Poi, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Gianfranco Chiacchieroni, Attilio Solinas e Carla Casciari sono partiti all’attacco: «In Umbria – dicono – il Movimento 5 Stelle si fa paladino dei cittadini sulla questione dei rifiuti, attacca a testa bassa la gestione regionale e denuncia in tutte le sedi le malversazioni dell’azienda che ne ha gestito lo smaltimento, la Gesenu, oggetto da mesi di interdittiva antimafia per le dubbie attività dei soci privati, in particolare nel sud d’Italia. Ma a Roma, per affrontare l’emergenza rifiuti, tratta direttamente con quello stesso privato, per anni socio di riferimento di Gesenu» .

Cerroni I tre consiglieri regionali del Partito Democratico, esprimendo «sconcerto» per quello che definiscono un «atteggiamento a dir poco sorprendente e schizofrenico del Movimento 5 Stelle», spiegano di aver appreso «che un parlamentare del partito di Grillo, Stefano Vignaroli, vice presidente della Commissione parlamentare che si occupa degli illeciti in ambito di smaltimento rifiuti, senza averne alcun titolo, avrebbe convocato, in uno studio della Capitale, il futuro assessore competente del Comune di Roma, peraltro non ancora nominato, i vertici dell’Ama e una società privata che si occupa di smaltimento rifiuti di proprietà di Manlio Cerroni, personaggio al centro di diverse vicende note alle cronache e che, fino a pochi giorni fa, è stato l’azionista privato di riferimento di Gesenu, in particolare al momento dell’interdittiva antimafia umbra. In questa riunione si sarebbe stabilito di affidare lo smaltimento di una parte dei rifiuti alla medesima società privata».
La denuncia Per Chiacchieroni, Solinas e Casciari, «questa vicenda raffigura una inquietante commistione tra istituzioni d’inchiesta, imprese e amministrazione grillina a Roma, in piena contraddizione con la campagna
continua di condanna contro Gesenu e la gestione regionale dei rifiuti, sbandierata quasi quotidianamente dai rappresentanti dei 5 Stelle in Umbria. C’è da chiedersi come mai il Cerroni di Roma non sia cosi mal visto dai 5
Stelle come il Cerroni umbro».
Contrattacco Sull’altro fronte nessun passo indietro, ma anche una controffensiva immediata: «Nessun accordo segreto. E’ lo stesso presidente di Ama Roma, Daniele Fortini, a smentire le fantomatiche accuse di chi straparla circa una presunta intesa tra pentastellati e Cerroni. Niente di più falso», dicono Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.
«Tutto regolare» Secondo Liberati e Carbonari, «torna al contrario in mente il servilismo assoluto, l’interlocuzione preferenziale e di lunga data da parte del PD nei confronti del famigerato ‘re di Roma’: ecco, quel tempo infausto è consegnato definitivamente e provvidenzialmente alla storia, grazie al 70% di consensi assicurati dai cittadini romani a Virginia Raggi. Leggiamo la nota stampa di Ama Roma:“Tra l’azienda che rappresento e il Co.La.Ri esiste, da tempo, un conflitto molto aspro arrivato, in totale trasparenza, fin nelle aule di giustizia. Ciò non toglie che tra Ama e il maggior operatore privato nel campo dei rifiuti della Capitale – con il quale, ricordo, siamo obbligati per legge a gestire una parte dei rifiuti romani – vi debba, per forza di cose essere un confronto tra soggetti industriali. Per quanto riguarda l’attuale gestione dell’azienda pubblica, gli accordi con questo, come con gli altri operatori nostri fornitori sono alla luce del sole e non sono mai stati segreti o clandestini”. L’incontro, infatti, era stato già comunicato alla stampa e vedeva la partecipazione di Ama, di Co.La.Ri. (non Cerroni) e dell’assessore al ramo per affrontare e verificare la situazione degli impianti in vista di uno sciopero poi revocato: tanto rumore per nulla».
Controaccuse Piuttosto, insistono Liberati e Carbonari, «sorprende l’audacia espressiva, al limite della tracotanza, di esponenti PD totalmente fallimentari sotto il profilo ambientale, come su altro. Coloro che muovono improbabili accuse al M5S rappresentano un partito che, non solo a Roma, è stato gravemente infiltrato dalla criminalità organizzata e che è tra i principali responsabili del disastro in cui versano la Capitale, l’Umbria e l’intera nazione.
Del resto, dall’alto dei loro lauti stipendi, alcuni esponenti politici hanno perso il contatto con la realtà e talora si comportano come bambini, costruendo un mondo immaginario: le cronache si incaricano quotidianamente di smentirli. «In Umbria hanno attaccato Manlio Cerroni, ma a Roma sembrano volerci collaborare» Ecco un altro buon motivo per tagliare le indennità e riportarli sulla Terra. Davvero un bel tacer non fu mai scritto»






