di Giovanni Cardarello
Una storia lunga 303 anni e uno sguardo sempre più proiettato verso l’orizzonte globale. Anche nel 2026 l’Università degli Studi di Perugia (UniPg) si conferma nel ristretto nucleo delle eccellenze accademiche mondiali. A certificarlo, come spiega ‘Il Messaggero Umbria‘, è la nuova edizione della prestigiosa classifica internazionale del ‘Center for World University Rankings (Cwur)’ che analizza ben 21.291 atenei in tutto il pianeta, basandosi su milioni di dati oggettivi e senza ricorrere ad autodichiarazioni o sondaggi d’opinione.
I numeri di Perugia: l’eccellenza e il trend
Nello scacchiere internazionale dello ‘Studium generale’, l’Ateneo perugino si colloca al 459° posto assoluto nel mondo, risultato che gli consente di rimanere saldamente nel top 2,2% dell’eccellenza accademica mondiale. Guardando ai confini geografici più vicini, UniPg agguanta il 180° posto a livello europeo, mentre nella graduatoria nazionale difende fermamente la 17° posizione, un posizionamento invariato rispetto agli anni precedenti che la vede precedere atenei come Parma, Bari e Trento. Va detto però, per dovere di cronaca, che la fotografia del Cwur presenta più di qualche ombra legata alla forte competizione globale.
Nel triennio 2024-2026, infatti, il ranking generale di UniPg mostra una flessione progressiva. L’ateneo del capoluogo dell’Umbria è passato dal 424° posto nel 2024 al 434° del 2025, fino all’attuale 459°. La perdita netta è di 25 posizioni rispetto al 2025 e di 35 rispetto al 2024. Anche il punteggio complessivo (score) registra per UniPg una lieve contrazione, assestandosi a 74,9 rispetto al 75,2 del biennio precedente.
La ricerca scientifica resta il motore trainante
Il vero punto di forza strutturale dell’ateneo guidato dal rettore Massimiliano Marianelli rimane la produttività scientifica. Nel sotto-indicatore specifico del Research rank – l’unico parametro interamente disponibile per UniPg, che valuta volume, qualità, influenza e citazioni delle pubblicazioni – l’ateneo perugino ottiene una performance nettamente superiore rispetto alla classifica generale, piazzandosi al 424° posto nel mondo. Un divario positivo di ben 35 posizioni che dimostra la resilienza e l’impatto della comunità scientifica umbra.
Il contesto nazionale: la crisi del ‘sistema Italia’
La perdita di terreno di Perugia riflette una crisi sistemica dell’alta formazione italiana, schiacciata dalla concorrenza di giganti asiatici e mediorientali sostenuti da investimenti miliardari. Il declino colpisce trasversalmente i pilastri accademici della penisola: La Sapienza perde cinque posizioni (da 124° a 129°) pur restando in testa a livello nazionale; Padova scende al 182° posto (dal 173°) e Bologna scivola fuori dai primi duecento, passando da 201° a 208°. L’unica eccezione in controtendenza è rappresentata dalla Federico II di Napoli che guadagna dieci posizioni, salendo al 243° posto mondiale.
Le reazioni politiche e accademiche
Da palazzo Murena, sede del rettorato, viene espresso un commento di sostanziale stabilità: «Il risultato conferma il ruolo di UniPg nel panorama accademico internazionale e testimonia la qualità del lavoro svolto dalla comunità universitaria nell’ambito della ricerca, della formazione e della capacità di produrre risultati riconosciuti a livello globale». Soddisfazione è stata espressa anche dalla sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, che ha evidenziato il legame indissolubile tra la città e la sua istituzione formativa: «Il prestigioso risultato raggiunto nella classifica mondiale Cwur 2026 è la conferma del ruolo centrale che il nostro ateneo continua ad avere nel panorama accademico internazionale e della capacità della città di essere attrattiva, aperta e connessa ai grandi percorsi della conoscenza e della ricerca. Essere nel 2,2% degli atenei del mondo – osserva Ferdinandi – significa vedere riconosciuto il lavoro di docenti, ricercatrici, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti. Questo risultato conferma la capacità di produrre conoscenza, innovazione e visione con un impatto riconosciuto nel panorama globale».






