Dodici ore di isolamento, senza telefoni, computer o altri dispositivi digitali, per mettere alla prova la creatività umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale. È la sfida di ‘Musa Viva’, uno dei progetti più originali della prossima edizione di Borgo Muse, il festival diffuso in programma dall’11 al 13 settembre a Collescipoli (Terni).
L’iniziativa vedrà protagonisti 20 studenti dell’Istituto Italiano Design, che lavoreranno all’interno di una sala dell’ex chiostro di Santa Cecilia trasformata in laboratorio creativo. A disposizione avranno soltanto un essenziale kit di sopravvivenza artistica, il cui contenuto sarà svelato solo all’inizio dell’esperienza. Per ora gli organizzatori anticipano che comprenderà un foglio e una matita. Ogni partecipante potrà inoltre portare con sé un solo oggetto personale, da utilizzare come eventuale fonte di ispirazione.
Nel corso delle dodici ore gli studenti saranno intervistati periodicamente per raccontare emozioni, difficoltà e trasformazioni vissute durante il percorso. Le opere realizzate entreranno poi a far parte di una mostra allestita nell’ambito del festival.
L’obiettivo del progetto è interrogarsi sul rapporto tra creatività e intelligenza artificiale, riportando il processo artistico a una dimensione essenziale, lontana da qualsiasi supporto tecnologico. Un esperimento che, nelle intenzioni degli organizzatori, rappresenta la prima tappa di un percorso destinato a crescere e ad assumere in futuro anche una forma performativa.
«L’intelligenza artificiale non fa altro che attingere da ciò che l’uomo ha creato nel corso della sua esistenza», spiega l’ideatore del progetto, il designer e scenografo Michele Zualdi. «Con questa sfida vogliamo ribaltare il paradigma e ripartire dall’anno zero. Per questo abbiamo scelto la Musa come simbolo dell’ispirazione: un ritorno alle origini, ma con uno spirito che tende anche all’esasperazione e al fallimento, perché è proprio nel tentativo, nell’errore e nella ricerca che nasce la vera creatività».
Per il direttore organizzativo del festival, Marco Diamanti, ‘Musa Viva’ rappresenta un’iniziativa pienamente in linea con l’identità della manifestazione. «Abbiamo voluto inserire nel programma un’esperienza capace di far riflettere sul presente senza perdere il legame con lo spirito di Borgo Muse. È un progetto che interpreta la vocazione del festival alla sperimentazione e si inserisce in un percorso più ampio che coinvolgerà anche studenti provenienti dall’estero e gli allievi delle Accademie di Belle Arti di Roma e Viterbo. L’obiettivo è mettere in dialogo linguaggi, sensibilità e percorsi diversi, trasformando Collescipoli in un luogo dove la creatività diventa occasione di confronto e crescita».
Il progetto è ideato e coordinato da Michele Zualdi insieme a un gruppo di lavoro composto da David Fiori, Benedetta Lucca e Arianna De Angelis Marocco. Durante Borgo Muse, accanto a mostre, concerti, spettacoli e laboratori, ‘Musa Viva’ proporrà così una riflessione sul valore dell’ispirazione umana in un contesto sempre più influenzato dagli algoritmi.






