A diciannove anni dal delitto di Chiara Poggi, il dibattito giudiziario e mediatico si arricchisce di un esperimento tecnologico. Intermedia Edizioni di Claudio Lattanzi lancia sul mercato ‘Garlasco secondo l’Intelligenza artificiale’, un volume di 128 pagine scritto interamente da un algoritmo di ultima generazione, nato da un’idea e dalla cura editoriale del giornalista professionista Andrea Fabbri.
L’opera analizza i documenti d’indagine della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone, focalizzandosi in particolare sulla figura di Andrea Sempio. Piuttosto che affidarsi a considerazioni personali, l’elaborazione informatica fornisce risposte basate su «calcoli scientifici», con percentuali precise circa la probabilità di un rinvio a giudizio e di una eventuale condanna all’ergastolo per l’omicidio del 13 agosto 2007.
Il progetto editoriale si inserisce in un contesto mediatico polarizzato, segnato da anni di tesi contrapposte tra colpevolisti e innocentisti, e ridefinisce il rapporto tra autore e strumento di scrittura. Come spiegato nella presentazione, l’esperimento si basa su un radicale «rovesciamento di paradigma»: il sistema automatizzato, dopo aver ricevuto gli opportuni parametri di input, «analizza, seleziona e racconta» le informazioni in autonomia, riducendo l’intervento umano alla sola correzione delle imperfezioni formali. Il testo giunge così a formulare un verdetto autonomo, individuando «un nuovo colpevole» e «un nuovo movente», discostandosi radicalmente dalle ricostruzioni emerse nei cinque procedimenti giudiziari che hanno visto coinvolto Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015.






