di F.T.
Fa discutere, soprattutto a Terni, l’avviso di selezione pubblicato a fine maggio sul Bur della Regione Umbria, dall’azienda ospedaliera di Perugia, per il conferimento dell’incarico quinquennale di primario della struttura complessa di cardiochirurgia del ‘Santa Maria della Misericordia’. Appreso il passo compiuto dai vertici dell’ospedale perugino, più di un professionista che ha a cuore – è il caso di dirlo – le sorti del ‘Santa Maria’ di Terni, è sobbalzato sulla sedia. Perché ad oggi, e da tempo, la direzione della cardiochirurgia ternana è ‘facente funzioni’ e la stessa struttura complessa guidata da Valentino Borghetti, era stata messa in discussione – in quanto ‘doppione’ – nella bozza di protocollo Regione-Università dei mesi scorsi, poi avversata – in particolare su questo punto – dall’allora sindaco di Terni Leonardo Latini. Ma l’avviso dell’ospedale di Perugia, ancora non seguito da analoga selezione in quel di Terni, rinnova i dubbi sul futuro di una struttura che rappresenta da anni il motore trainante del dipartimento cardio toraco vascolare del ‘Santa Maria’ che, da solo, rappresenta circa il 25/30% del fatturato aziendale. La pubblicazione della selezione da parte del direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Giuseppe De Filippis, è stata effettuata lo scorso 26 maggio, con fine pubblicazione l’11 giugno. Ma, secondo quanto risulta, la nomina dei direttori di struttura complessa, per la cardiochirurgia, era in deroga ministeriale fino a nuovo ordine. Qualcosa deve essersi evidentemente sbloccato, chiaramente su decisione del ministero della Salute, ma non per Terni. Che attende ancora di capire il destino di tutta una serie di comparti – fra cui la cardiochirurgia – e, più in generale, se e quando avrà un nuovo ospedale, visto che l’attuale, pur a fronte di investimenti e manutenzioni, ha ampiamente fatto il suo tempo.
«Ennesima disparità che penalizza Terni»
Sul tema interviene il consigliere comunale M5S Claudio Fiorelli, medico anestesista al Santa Maria: « Fintanto che i concorsi di primariato verranno fatti solo a Perugia, la sanità a Terni non solo sarà continuamente depotenziata ma a questo punto interi reparti rischiano proprio di chiudere; è il caso del bando per la selezione del direttore della struttura complessa di Cardiochirurgia appena emanato dall’azienda ospedaliera di Perugia. Peccato che la stessa attenzione non sia stata riservata alla equivalente struttura di Terni. La Tesei e la Regione continuano a parlare in un modo e poi a smentirsi nei fatti. Che senso ha continuare a parlare di ruolo strategico di Terni, continuare a illudere i cittadini sulla volontà di puntare sulla nostra città e sbandierare ai quattro venti ogni volta che si viene a Terni che la Cardiochirurgia dell’ospedale Santa Maria è un’eccellenza? Nei fatti ogni azione politica di questa giunta è totalmente contraria ai proclami. Aver aperto un concorso di primariato per la struttura complessa di Cardiochirurgia a Perugia e non a Terni, è un indice molto chiaro della volontà di puntare sul capoluogo di regione e depotenziare la nostra città. Da che mondo e mondo, laddove mancano certezze nello sviluppo del percorso lavorativo, i professionisti tendono ad andarsene. In una situazione già precaria da anni dove l’ospedale Santa Maria di Terni è visto come poco attrattivo per le professionalità di un certo livello, non garantire prospettive di carriera significa non solo disincentivare le professionalità a venire a Terni – conclude – ma addirittura si rischia di invitarli ad andare altrove. Le politiche della destra avranno gravi ripercussioni a breve termine, se questa situazione porterà lontano da Terni quei nomi che garantiscono un certo livello dell’attività chirurgica, ma è anche un pericoloso disincentivo per quei professionsiti che da fuori vorrebbero venire a lavorare nella nostra città».