Acciai Speciali Terni, nuovo aggiornamento Aia: focus sullo scarico di sostanze pericolose

Si tratta di una modifica non sostanziale rispetto all’Autorizzazione integrata ambientale del dicembre 2019

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di S.F.

Autorizzazione integrata ambientale di Acciai Speciali Terni, altro aggiornamento. Lo si evince dalla pubblicazione del Bur odierno dove c’è un atto specifico sul tema: si tratta di una modifica non sostanziale in riferimento allo scarico di sostanze pericolose. C’è l’approvazione della Regione.

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Il motivo

L’istanza di Ast è stata acquisita dalla Regione il 25 luglio e a distanza di mesi l’iter è chiuso. Bene, per fare cosa? La modifica – si legge nel documento – riguarda «la richiesta di aggiornamento dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue di tipo industriale contenenti le sostanze pericolose». Si parla di quattro scarichi riguardanti arsenico, mercurio, fenoli, cromo totale, mercurio, piombo, cromo VI, oli minerali persistenti e idrocarburi di origine petrolifera persistenti. Tre recapitano in corpo idrico superficiale (fiume Nera, torrente Serra e torrente Tescino), il quarto è «costituito delle acque reflue industriali di dilavamento di circa piazzali per un quantitativo pari a 3.996 metri cubi annui» e «recapita in pubblica fognatura». Ed ecco l’aggiornamento.

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Via libera. Le prescrizioni

Ad agosto è stato chiesto il parere ad Auri e il 16 novembre è arrivato, favorevole. C’è dunque l’aggiornamento dell’Aia per la «prescrizione 2-scarichi acque reflue»; la Regione inoltre autorizza nei punti di scarico citati le «ulteriori sostanze pericolose». Chiaro che tutto debba essere controllato: «Qualora dagli accertamenti effettuati dall’autorità di controllo o dagli autocontrolli effettuati dal gestore, emerga la presenza di ulteriori sostanze pericolose al di sopra del limite di rilevabilità ed entro i valori limite di emissione, il titolare dello scarico dovrà presentare entro 180 giorni una richiesta di aggiornamento dell’autorizzazione per lo scarico di sostanze pericolose; le acque reflue industriali scaricate in pubblica fognatura, per un quantitativo pari a 3.996 mc annui, devono rispettare i limiti» ed infine «è fatto divieto di diluire scarichi contenenti le sostanze con acque comunque prelevate esclusivamente allo scopo, comprese le acque di raffreddamento di lavaggio di aree esterne ovvero per la produzione di energia». Nel documento della Regione c’è poi il riferimento al fatto che dovranno essere adottate «tutte le misure necessarie onde evitare un inquinamento anche temporaneo». Firma il dirigente regionale Michele Cenci, a capo del servizio Sostenibilità ambientale, valutazioni ed autorizzazioni ambientali.

 

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