di Confcommercio Terni
Confcommercio Terni, fin dalle prime fasi del percorso di concertazione, ha espresso le propria contrarietà in merito alla revisione dell’atto di programmazione comunale relativo alle medie superfici di vendita (DPAC), approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 14 ottobre 2024, ritenendo che le stesse avrebbero generato ripercussioni sull’intero tessuto commerciale cittadino.
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Le recenti notizie apparse sulla stampa, relative a possibili ulteriori varianti al progetto originariamente approvato per la realizzazione di una nuova media superficie di vendita (M2), con destinazione alimentare e non alimentare, in via del Centenario, confermano la fondatezza delle perplessità già manifestate. L’intervento, infatti, risulta autorizzabile esclusivamente in virtù delle modifiche introdotte al DPAC.
Dal punto di vista commerciale, il progetto, presentato nell’ambito di un intervento qualificato anche con finalità di rigenerazione urbana, prevede il rilascio di un’autorizzazione in deroga per una media superficie di vendita di tipologia M2 (fino a 1.500 mq) all’interno di una delle cosiddette ‘aree critiche’, nelle quali la precedente disciplina consentiva esclusivamente l’insediamento di strutture M1 (fino a 900 mq), in considerazione delle note problematiche connesse alla congestione del traffico e al conseguente impatto ambientale.
Come già evidenziato in occasione dell’approvazione del nuovo DPAC, anche in questo caso, una volta avviato l’iter amministrativo, è stata avanzata una richiesta di variante progettuale che prevede il mantenimento della superficie utile coperta, pur venendo meno alcune degli interventi finalizzati alle attrezzature di interesse comune, tra cui molti metri quadrati destinati a verde pubblico.
La nuova richiesta contempla inoltre la realizzazione di una nuova rotatoria e di un percorso ciclopedonale di collegamento tra il nuovo insediamento commerciale e la pista ciclabile Rivo-Bramante, con l’obiettivo di garantire il pieno utilizzo dei parcheggi pubblici previsti dagli standard urbanistici e di migliorare la sicurezza di pedoni e ciclisti. Tali interventi confermano la presenza di criticità infrastrutturali che rendono necessario interrogarsi sulla reale consistenza dell’intervento di rigenerazione urbana posto a fondamento del rilascio di un’autorizzazione commerciale di categoria M2, anziché M1, come originariamente previsto per quell’ambito territoriale.
Sotto il profilo urbanistico, è evidente che tali operazioni possono determinare vantaggi economici per l’Amministrazione comunale attraverso gli introiti derivanti dalle monetizzazioni compensative. Sul piano della programmazione commerciale, aggirando i limiti dimensionali posti per le diverse aree, queste rischiano di produrre ulteriori squilibri a danno dell’intero sistema distributivo cittadino.
Come già evidenziato nelle precedenti prese di posizione, le deroghe introdotte dal DPAC favoriscono una crescente polarizzazione delle medie superfici di vendita nelle aree periurbane, già oggi fortemente sovradimensionate. Ciò comporta inevitabili ricadute sui flussi veicolari, rendendo necessari ulteriori interventi sulla viabilità, con conseguenze sia in termini di sicurezza stradale sia di sostenibilità urbana. Soprattutto, tali dinamiche finiscono per aggravare la situazione del commercio di vicinato, che continua ad attraversare una fase di particolare difficoltà.
Confcommercio apprezza che, proprio la scorsa settimana, l’Amministrazione comunale abbia dato attuazione a uno dei principi sostenuti dall’associazione nel corso del confronto sul DPAC, destinando gli introiti derivanti dalle monetizzazioni connesse ad alcune varianti urbanistiche a interventi di riqualificazione del centro cittadino. Si tratta del progetto di rifacimento dell’arredo urbano di via Angeloni, promosso su proposta di Confcommercio e degli operatori economici della via, quale applicazione delle forme di partenariato pubblico-privato previste dall’Accordo sulla Rigenerazione Urbana, sottoscritto lo scorso anno con il Comune di Terni.
Le politiche di sostegno e rilancio del centro cittadino rappresentano una priorità strategica, ma non possono tradursi, sul piano della programmazione commerciale, in un progressivo superamento delle regole poste a tutela dell’equilibrio del sistema distributivo. Esistono infatti motivi imperativi di interesse generale che giustificano interventi volti a regolamentare lo sviluppo delle medie superfici di vendita di dimensioni superiori come le M2 e le M3, evitando che esso sia determinato prevalentemente da logiche di natura immobiliare.
Per queste ragioni Confcommercio Terni ha scritto all’ l’Amministrazione comunale, invitandola a valutare attentamente gli effetti che le modifiche apportate al DPAC possono produrre sull’intero sistema commerciale cittadino e, più in generale, sulla qualità della vita della comunità. La salvaguardia del commercio di prossimità costituisce infatti un elemento essenziale per garantire attrattività, sicurezza, presidio sociale e vivibilità degli spazi urbani.
Occorre compiere scelte coerenti con gli obiettivi di qualità urbana di cui la nostra città necessita. Lo stesso DPAC prevede, infatti, che in specifici ambiti urbani, come il centro cittadino, l’insediamento di medie superfici di vendita possa rappresentare un’opportunità di riqualificazione e di rafforzamento dell’offerta commerciale, contribuendo concretamente alla rivitalizzazione del tessuto urbano.






