Un’udienza relativamente breve, quella tenutasi giovedì pomeriggio in tribunale, a Terni, di fronte al gip Francesco Maria Vincenzoni, per la convalida del fermo applicato dalla procura di Terni al 42enne Mohamed El Messaoudi, indagato per il tentato omicidio – a colpi di martello – della moglie 43enne Fatiha El Afghani, avvenuto sabato scorso a bordo dell’autobus di linea 22 a Santa Lucia di Stroncone (Terni).

Udienza nel corso della quale l’uomo, assistito dall’avvocato Andrea Solini Colalè, si è avvalso della facoltà di non rispondere, alla presenza del pubblico ministero Raffaele Pesiri. «In questa fase – spiega l’avvocato Solini – non c’erano alternative, anche perché il mio assistito non parla l’italiano e sono stato autorizzato dal giudice a poterlo incontrare in carcere, assistito da suo fratello come traduttore. El Messaoudi – prosegue il legale – è apparso tranquillo, ha chiesto come stava la moglie. Da ciò che sappiamo, su di lui pende anche la richiesta di aggravamento della misura applicata a suo tempo dal giudice che aveva convalidato l’arresto per maltrattamenti, avvenuto a inizio aprile».

In attesa che il gip di Terni metta la decisione nero su bianco – di fatto ha già convalidato il fermo e confermato la misura della custodia in carcere -, a parlare è anche l’avvocato Valentino Viali che assiste i familiari di Fatiha El Afghani, le cui condizioni restano gravissime, disperate. Secondo il legale, «si dovrà anche capire perché il braccialetto elettronico non ha funzionato o ha funzionato male. Quanto accaduto è legato all’arresto del mese precedente (ad inizio aprile El Messaoudi era stato arrestato in flagrante dai carabinieri per maltrattamenti, con allontanamento dalla casa familiare e applicazione del dispositivo elettronico, ndR) e probabilmente questa tragedia si poteva evitare se questo strumento avesse funzionato. Il giudice a suo tempo aveva correttamente adottato le misure possibili in quella fase».
El Messaoudi era stato fermato dai carabinieri del comando stazione di Stroncone nella prima mattina di martedì 12 maggio, nella zona di Vascigliano di Stroncone (Terni), dopo aver fatto colazione in un bar. A riconoscerlo, clienti e personale dell’esercizio anche sulla base della foto del soggetto circolata il giorno precedente, lunedì, sui social e via Whatsapp. Il 42enne, dopo aver mangiato, aveva pagato e chiesto un biglietto del bus, poi si era incamminato in direzione Finocchieto ma la pattuglia dell’Arma, coordinata dalla sala operativa grazie alle segnalazioni giunte al 112, lo aveva intercettato lungo la strada e condotto al comando di via Radice. Almeno otto i colpi scagliati con un martello, con sopra ancora prezzo e codice a barre, quindi appena acquistato, contro la povera Fatiha all’interno del bus. Poi la fuga nelle campagne dello Stronconese, dove l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce per due giorni e mezzo, e l’arresto.
L’AVVOCATO VALENTINO VIALI ASSISTE FATIHA E I SUOI FAMILIARI: «CAPIRE PERCHE IL BRACCIALETTO ELETTRONICO NON HA FUNZIONATO» – VIDEO
L’ARRIVO DI MOHAMED EL MESSAOUDI IN TRIBUNALE – VIDEO
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