di Giovanni Cardarello
Sospeso, almeno per il momento, il fermo dei mezzi pesanti che avrebbe dovuto paralizzare l’Umbria e l’Italia intera dal 25 al 29 maggio.
Gli impegni assunti dal governo nell’incontro con le sigle dell’autotrasporto hanno spinto Unatras a congelare la protesta contro gli effetti devastanti del caro carburanti, in attesa che le promesse si traducano in decreti concreti e tempestivi.
Un primo segnale concreto
«Si tratta di misure che non risolvono tutti i problemi delle imprese di trasporto ma certamente rappresentano un primo segnale concreto verso le richieste formulate dalle nostre associazioni a sostegno della categoria», commentano i vertici regionali di Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative e Legacoop Produzione e Servizi.
Al tavolo presieduto dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni sono state gettate le basi per allentare la morsa finanziaria sulle aziende, in un momento in cui – sul fronte geopolitico – si fa più concreta anche la speranza di un progressivo miglioramento del quadro economico globale, grazie alle notizie su una possibile imminente riapertura dello stretto di Hormuz.
Il pacchetto di misure: dai fondi alle accise
I provvedimenti cardine attorno a cui ruota la tregua prevedono innanzitutto uno stanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro (che si sommano ai 100 già previsti) sotto forma di credito d’imposta per compensare i maggiori costi del carburante. Parallelamente, il governo ha confermato la proroga del taglio delle accise fino all’8 giugno.
Tra le altre misure figurano la sospensione del versamento di alcuni contributi previdenziali fino a luglio 2026 e l’accelerazione dei rimborsi delle accise, i cui termini passeranno da 60 a 30 giorni a prima del prossimo ottobre.
Decisa inoltre la ricostituzione della Consulta generale per l’autotrasporto, sede in cui si giocherà la partita per riforme strutturali non più rimandabili, come la regolamentazione del fuel surcharge e il superamento di tariffe storicamente troppo basse per garantire la marginalità delle imprese.
L’effetto paradosso alla pompa e l’incognita tempi
Mentre i tavoli romani cercano una quadra, si legge sull’edizione oggi in edicola del Corriere dell’Umbria, la realtà quotidiana della rete distributiva locale mostra dinamiche inedite causate proprio dalla rimodulazione fiscale.
Il taglio delle accise sul diesel ha infatti generato un ‘effetto doppio sconto’ asimmetrico: in Umbria decine di distributori registrano un ribaltamento dei prezzi storici, con la benzina verde che cala meno e arriva a sorpassare il costo del gasolio alla pompa in diverse stazioni tra Perugia, Terni e la provincia (con picchi sopra i 2 euro).
Un quadro instabile che spinge i rappresentanti umbri di Cna, Confartigianato, Legacoop e Confcooperative Marcello Volpi, Stefano Boco, Matteo Ragnacci e Lorenzo Mariani a mantenere alta la guardia. «Per il momento possiamo dirci abbastanza soddisfatti da sospendere la protesta – dichiarano a La Nazione Umbria – Ma per la vera e propria revoca del fermo bisognerà attendere i provvedimenti specifici. Le aziende, stremate dalla crisi di liquidità, non sono più nelle condizioni di aspettare i tempi lunghi della burocrazia».






