Sono in corso indagini della polizia di Stato su quanto accaduto nella tarda mattinata di martedì, intorno alle ore 11, in una piscina di Perugia, situata fra il capoluogo e Corciano e utilizzata anche per i centri estivi. Un bambino di 5 anni, per cause in corso di accertamento, ha rischiato di annegare ed è stato soccorso d’urgenza dagli operatori del 118 che lo hanno trasportato all’ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia. Il piccolo è stato poi ricoverato presso il reparto di rianimazione pediatrica ma non sarebbe in pericolo di vita. Da chiarire i dettagli della vicenda, con gli operatori del campus che appena si sono resi conto della situazione, trovandolo riverso in acqua, hanno subito prestato i primi soccorsi e lanciato l’allarme con l’intervento immediato del 118. L’accaduto è stato portato all’attenzione dell’autorità giudiziaria di Perugia.
La ricostruzione e la denuncia
Nel pomeriggio di mercoledì la questura di Perugia ha diffuso una nota in cui ricostruisce a vicenda e rende noto che una donna di 29 anni è stata denunciata a piede libero per lesioni personali colpose. «Ieri mattina (martedì, ndR) – si legge – a seguito di chiamata al numero di emergenza, gli agenti della polizia di Stato di Perugia sono intervenuti nei pressi di una piscina del capoluogo dove un minore era stato appena soccorso per un principio di annegamento. Giunti immediatamente sul posto, gli operatori hanno preso contatti con il responsabile della struttura, il quale ha spiegato che, poco prima, durante l’attività natatoria libera, una sua collaboratrice si era resa conto della presenza di un bambino esanime all’interno della piscina. Il minore era quindi stato subito soccorso e accompagnato dal personale del 118 presso l’ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Gli agenti – prosegue la nota della questura perugina – a quel punto hanno preso contatti con la collaboratrice, una cittadina italiana del 1994 che è stata invitata a presentarsi in questura. Sentita dai poliziotti, la ragazza ha confermato quanto accaduto. Al termine delle attività di rito è stata quindi deferita all’autorità giudiziaria per il reato di lesioni personali colpose. Sono tutt’ora in corso le attività di indagine finalizzate ad accertare ulteriori profili di responsabilità e a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti».






