14 °c
Terni
18 ° Ven
20 ° Sab
UmbriaON
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
UmbriaON

Home » Collescipoli, petizione per il palazzo comunale: «Revocare l’iniziativa per la concessione»

Collescipoli, petizione per il palazzo comunale: «Revocare l’iniziativa per la concessione»

Terni - A muoversi è l'associazione L'Astrolabio: «Così si espropria alla collettività un simbolo, incomprensibile»

di Simone Francioli
2 Aprile 2025
in Altre notizie
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Condividi su FacebookCondividi su X (Twitter)Invia su Whatsapp

Collescipoli, il bando del Comune per la concessione di valorizzazione e i dubbi in relazione al palazzo comunale del borgo. Ad esporsi su questo tema – ci sono state recenti interrogazioni al question time su questo fronte – è l’associazione culturale L’Astrolabio di Collescipoli. Con petizione. Da registrare anche la preoccupazione per la possibile ricollocazione del presidio della polizia Locale.

Terni: valorizzazione immobili comunali. C’è chi si fa avanti per cinque strutture nei borghi

«Nei mesi scorsi – la nota del presidente Giuseppe Rogari – il Comune di Terni ha esperito un avviso pubblico per manifestazioni d’interesse per 17 beni di sua proprietà ai fini della concessione di valorizzazione ai sensi dell’art. 3-bis del decreto-legge n. 351 del 2001 e di far accedere l’aggiudicatario ai fondi Gepafin/Sviluppumbria per la trasformazione dei beni in strutture ricettive. Il palazzo comunale di Collescipoli è stato incomprensibilmente inserito in questo elenco. La nostra associazione e moltissime altre persone si oppongono alla devastazione di questo bene. Dar corso a questa idea, infatti, vorrebbe dire per Collescipoli perdere un monumento simbolico della sua storia, spazi pubblici e la stazione distaccata dei vigili, fatto, quest’ultimo, confermato dall’assessore Michela Bordoni in Consiglio comunale».

«Ricordiamo all’amministrazione comunale che lo scorso anno – prosegue Rogari – essa stessa aveva inserito il palazzo Comunale, il Chiostro di Santa Cecilia e palazzo Catucci, beni importanti per la loro storia, il loro valore artistico e la loro bellezza, nel gruppo dei beni da sottoporre a manutenzioni, impegnando fondi nel bilancio di previsione (impegno poi disatteso). La nostra associazione ha sottoposto alla popolazione del borgo e del territorio una petizione che in pochi giorni ha raccolto oltre 283 firme (in crescita giorno dopo giorno) di persone sdegnate da questa scellerata decisione». Di seguito il testo.

Petizione

Il palazzo Comunale di Collescipoli ha origini medioevali ed al suo interno sono custodite sale affrescate, un’antica prigione, la stanza della ‘salara’, la stanza dell’orologio e l’archivio storico. Questo scrigno di storia è stato recuperato nel 2005 con gusto con una spesa di 900.000 euro di fondi del terremoto. Notizia di questi giorni è stato reso noto l’esito della pubblicazione da parte dell’Amministrazione Comunale di un avviso pubblico ‘non vincolante’ per manifestazione d’interesse per la concessione di valorizzazione di immobili comunali siti nei borghi. Con nostra sorpresa è stato incluso ‘il nostro palazzo comunale’. Si vorrebbe cedere l’immobile in concessione per far realizzare una struttura ricettiva, espropriando alla collettività un simbolo. Un atto incomprensibile in quanto, attualmente il palazzo è una sede distaccata dei vigili, custodisce l’archivio storico, è sede della Pro Loco e vi è l’unica sala per assemblee pubbliche, quindi non vuoto ed inutilizzato. Un privato ha manifestato il proprio interesse considerando l’enorme valore del bene, che verrebbe ceduto con un massimo di 50 anni con il semplice impegno di fare delle manutenzioni. In considerazione che il bene è iconico per il borgo di Collescipoli e che dare il bene ad un privato, sarebbe un esproprio non giustificato da esigenze della popolazione e che cedere il bene per fini ricettivi comporterebbe una devastazione della parte storica del bene, si chiede la revoca dell’iniziativa fortemente contestata da tutta la popolazione di Collescipoli.

CondividiTweetInviaCondividiInvia

Articoli Correlati

Terni, ‘lavoro di cittadinanza’: solo 2 domande finora. Ed è altro scontro politico
Altre notizie

Terni, due note del Comune impugnate al Tar: rigetto di integrazione della quota sociale

3 Giugno 2026
Altre notizie

Provincia Terni, nuova ‘macro’: istituito l’ufficio di presidenza

3 Giugno 2026
Altre notizie

Tangenziale ternana per ‘connettere’ Terni e Narni: Regione e i due Comuni in azione

3 Giugno 2026
Teatro Verdi: punteggi, partecipanti e 1° stralcio, i dettagli
Altre notizie

Terni, Pnrr teatro Verdi: affidamento da 99 mila euro per la direzione artistica

3 Giugno 2026
Altre notizie

Pnrr Terni: «Numero non trascurabile di affidamenti diretti privi di elementi essenziali»

2 Giugno 2026
Altre notizie

Comune Terni, gestione sinistri: servono 50 mila euro in più

1 Giugno 2026

Meteo

Umbria
4 Giugno 2026 - giovedì
Clear
18 ° c
94%
6.1mh
27 c 17 c
Ven
28 c 17 c
Sab
  • Chi siamo
  • Redazione
  • Termini d’uso
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti
  • Modifica consenso cookie
  • Umbriaon srl – P.I. 01542550551

© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video

© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.