di Fra.Tor.
«Lunedì 25 agosto il sindaco Stefano Bandecchi incontrerà la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: se arriveranno i fondi, il Comune è pronto a costruire il nuovo ospedale di Terni a Colle Obito. Non servono 500 milioni, per noi ne bastano 200». Il vicesindaco, Riccardo Corridore, venerdì mattina ha aperto così la conferenza stampa, indetta insieme all’assessore al Welfare, Viviana Altamura, dedicata al tema dei servizi sanitari e socio-assistenziali.

Corridore e Altamura hanno posto l’accento in particolare sulla questione della salute mentale e sulla mancanza di strutture specifiche per accogliere e tutelare i soggetti più fragili. «Stiamo portando avanti il programma elettorale – ha sottolineato Corridore – anche sul fronte sanitario, pur trattandosi di una materia non strettamente di competenza comunale». Il vicesindaco ha poi fatto riferimento anche al progetto stadio-clinica, sottolineando come «dalla conferenza dei servizi regionale sia arrivato il via libera, riconoscendo l’interesse pubblico e i posti di sanità convenzionata che garantirà al territorio». E ha messo in guardia: «Se la Regione tornasse indietro rischierebbe un’azione risarcitoria pesantissima». Corridore ha quindi aperto il discorso alle altre criticità ancora irrisolte: «Un tema urgente è l’assenza delle Rems, le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. I fatti di cronaca degli ultimi mesi ci dicono chiaramente che questa carenza rappresenta un grave problema».
Sul tema dei servizi sanitari è poi intervenuta l’assessore Altamura, che ha ribadito la centralità della salute mentale nel suo impegno amministrativo. «Non ci sono strutture adeguate e le famiglie sono costrette a sostenere da sole spese che invece dovrebbero essere totalmente coperte dal servizio sanitario nazionale. In Umbria non esiste neanche una Rems: paghiamo altre regioni per accogliere questi pazienti, mentre da noi ci sono persone che attendono anche più di un anno. Intanto, le famiglie restano sole a fronteggiare situazioni di estrema fragilità». Altamura ha indicato come priorità la creazione di strutture-ponte in grado di accompagnare i nuclei familiari in un percorso di transizione che può durare mesi: «Oggi i centri di salute mentale garantiscono terapie e assistenza di base, ma non basta. Senza strutture dedicate – ha aggiunto – c’è il rischio che questi pazienti possano diventare un pericolo per se stessi o per gli altri».
Da qui l’apertura del Comune alla possibilità di ospitare una Rems a Terni, una disponibilità condivisa anche da Perugia. «È una scelta che non può più essere rinviata – ha sottolineato Altamura – attendiamo che la Regione dia una risposta concreta». Infine, l’assessore ha richiamato un’altra emergenza: quella dei suicidi in carcere, troppo spesso legati a disturbi psichiatrici non adeguatamente trattati. «Anche qui – ha concluso – servono nuove regole e strutture idonee, per garantire una reale tutela delle persone affette da gravi patologie mentali».
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