Comune Terni, maxi anticipazione di cassa per l’accoglienza

Questione di impegni contrattuali e pagamento fatture: via libera da 760 mila euro

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di S.F.

C’è da adempiere agli impegni contrattuali e soprattutto pagare le fatture. Più gli incentivi ed il contributo Anac: succede allora che il Comune di Terni è costretto a ricorrere ad una maxi anticipazione di cassa – deliberata negli ultimi giorni dell’anno appena concluso – da ben 760 mila euro: riguarda il 2023 per quel che concerne il sistema accoglienza integrato per gli ordinari ed i minori stranieri non accompagnati. A beneficiarne è chi gestisce il progetto Sai in questione, vale a dire Arci Solidarietà Terni.

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La motivazione

Si tratta dell’ex Siproimi e Sprar per l’accoglienza. Si parla nel dettaglio dei 50 posti per il Sai ordinari ed i 14 per i Msna, con appalto aggiudicato il 26 giugno 2023 ad Arci Solidarietà Terni ed esecuzione d’urgenza dal 1° luglio; i fondi arrivano dal fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo, dunque di natura ministeriale. Ed ecco il problema: «Il ministero dell’Interno eroga gli importi periodicamente ma senza cadenze prestabilite; pertanto le fatture emesse dai soggetti gestori, riferite ad entrambe le categorie di progetti, non possono essere liquidate con regolarità». Per il 2023 ad esempio non è stato erogato alcun contributo e quindi c’è il ‘buco’ da colmare considerando che palazzo Spada deve onorare gli obblighi contrattuali. Nonché rendicontare i progetti. Poi ci sarà il reintegro di cassa quando il Viminale sbloccherà il ‘giro’ di fondi.

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