È scontro politico totale anche su quanto accaduto nel primo pomeriggio di lunedì in consiglio comunale a Terni, dove è venuto a mancare il numero legale (presenti in 16 della maggioranza, opposizioni via) al momento di votare la prima delle tre commissioni speciali d’inchiesta richieste dal sindaco Stefano Bandecchi.
«Gravissimo il comportamento delle opposizioni di destra e di sinistra – il commento del primo cittadino – che non hanno voluto far luce su tre aspetti importanti, facendo mancare il numero legale. Noi avremmo voluto chiarire la volontà della Regione dell’Umbria di sottoscrivere l’accordo di programma per il nuovo ospedale; la situazione della Ternana e in particolare se la famiglia Rizzo era a conoscenza della situazione economica al momento dell’acquisizione del club; se la presidente Proietti ha incontrato – come risulta a noi – la proprietà della Ternana a Roma e in quella occasione è stato detto da parte di un assessore regionale che non era necessario realizzare lo stadio per fare la clinica, da costruirsi in un terreno del comune di Narni. Ora i cittadini possono giudicare se questi temi siano rilevanti o meno per le sorti della Ternana e di opere pubbliche private fondamentali, come il nuovo Santa Maria, il nuovo Liberati e la clinica. Noi riuniremo il consiglio prima possibile per approvare come maggioranza le tre commissioni di inchiesta, perché i cittadini devono avere un quadro chiaro per poter giudicare chi sta facendo gli interessi di Terni e chi invece difende solo il territorio di Perugia e gli interessi privati della proprietà della Ternana calcio».
Sul tema si sono esposti anche i gruppi consiliari PD-M5S: «Bandecchi è il solo responsabile dell’eventuale fallimento della Ternana. Senza numero legale non controlla nemmeno più la sua maggioranza. L’unica via d’uscita per lui sono le dimissioni. Il tentativo disperato – commentano – del sindaco di Terni Stefano Bandecchi di spostare l’attenzione su altri del disastro che lui stesso ha causato è solo l’ultimo atto di chi sa che porta addosso su di sé e nessun altro la responsabilità dell’eventuale fallimento della Ternana Calcio. La mancanza del numero legale oggi in consiglio comunale durante il voto sulle delibere che avrebbero dovuto istituire tre commissioni speciali, di cui una dedicata all’operato della Presidente della Regione Umbria, oltre all’ennesima mancanza di rispetto nei confronti dell’istituzione regionale , dimostra che Bandecchi non controlla più nemmeno la sua maggioranza a Palazzo Spada. Dopo aver strumentalizzato la passione e l’amore dei cittadini ternani nei confronti dello squadra di calcio rossoverde e dopo aver usato anche qui strumentalmente il tema del nuovo ospedale per ricattare politicamente la Regione sulla clinica di cui lui stesso, come imprenditore, è parte interessata, adesso l’unica via d’uscita seria e sensata per il primo cittadino di Terni sono le dimissioni da sindaco di una città che, da livornese, ha dimostrato di non saper governare».
Bordate anche dai capigruppo di maggioranza in Regione Umbria Cristian Betti (PD), Luca Simonetti (M5S) e Bianca Maria Tagliaferri (Umbria Domani), ai quali si aggiungono i consiglieri regionali Dem Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi: «Solidarietà piena e convinta alla presidente Stefania Proietti, chi ha condotto la città in questa situazione ha il dovere di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Per questo riteniamo che Stefano Bandecchi debba rassegnare le dimissioni. Una richiesta che si rafforza ulteriormente alla luce dell’incapacità di garantire persino il numero legale in consiglio comunale sulle votazioni relative alle tre commissioni d’inchiesta, segno evidente di una crisi politica e amministrativa già conclamata. Le dichiarazioni rilasciate – affermano – sono gravi, diffamanti e appaiono esclusivamente finalizzate a nascondere le proprie responsabilità politiche e amministrative. In un momento così delicato, in cui i cittadini e soprattutto i tifosi della Ternana stanno vivendo una fase drammatica, segnata dall’incertezza sul futuro del club rossoverde, ciò di cui la città ha bisogno è chiarezza, serietà e senso delle istituzioni, non certo scaricabarile o provocazioni fuori luogo. Terni non ha bisogno di un ‘Nerone’ che suona la lira mentre la città brucia. È evidente come sia stato lo stesso Bandecchi a voler legare il destino della Ternana ai propri interessi, portando avanti scelte sbagliate in ogni fase e compromettendo ogni tipo di iter amministrativo. Oggi continua a intervenire pubblicamente senza che sia chiaro in quali vesti lo faccia, tentando di attribuire responsabilità a chi, invece, ha avuto il merito e il coraggio di fermare un disastro senza precedenti. Esprimiamo una posizione netta: riteniamo irresponsabile e inaccettabile anche il tono utilizzato, arrivando persino a dichiarare di essere ‘felice’ e di guardare la situazione ‘mangiando popcorn’, mentre un’intera comunità è in apprensione per il proprio futuro. Possiamo dire con chiarezza che siamo pronti a sostenere ogni scelta della presidente a tutela della dignità delle istituzioni regionali».
Nel pomeriggio c’è anche l’intervento dei consiglieri del centrodestra a Terni: «Le commissioni speciali e di inchiesta promosse oggi dal sindaco Bandecchi meritano un’analisi distinta e puntuale, per evitare che si trasformino, nei fatti, in operazioni più orientate alla spettacolarizzazione del dibattito pubblico che alla concreta risoluzione dei problemi della città. Le prime due iniziative, quella relativa alla verifica dell’operato della famiglia Rizzo nella gestione della massa debitoria della Ternana e quella sui presunti incontri tra la Presidente della Regione e la stessa famiglia insieme ad alcuni assessori regionali, risultano tecnicamente irricevibili. Il Tuel e il Regolamento del Consiglio comunale disciplinano le commissioni speciali come strumenti interni all’Ente, profondamente diversi dalle commissioni parlamentari d’inchiesta. Queste ultime, infatti, operano con poteri assimilabili a quelli dell’autorità giudiziaria, mentre le commissioni comunali hanno esclusivamente funzioni istruttorie e di approfondimento su materie di competenza dell’Ente e senza alcun potere autonomo verso soggetti esterni. È infatti necessario ribadire con chiarezza che, ai sensi del Testo Unico degli Enti Locali e del regolamento del consiglio comunale, le commissioni speciali possono essere istituite esclusivamente per l’approfondimento di materie di competenza comunale o connesse strettamente all’attività dell’Ente. Ne consegue che esse non dispongono di poteri autonomi nei confronti di soggetti esterni, né possono accedere a informazioni riguardanti società o realtà terze, come nel caso della Ternana. Alimentare aspettative diverse significa creare confusione e spostare il confronto politico su un terreno improprio. Diverso è il giudizio sulla commissione relativa all’accordo di programma sull’ospedale, rispetto alla quale abbiamo manifestato, nel corso del dibattito consiliare, un atteggiamento responsabile e costruttivo. Abbiamo infatti espresso la disponibilità a procedere, subordinandola però all’introduzione di emendamenti puntuali, finalizzati a rendere il testo solido e inattaccabile, sia sotto il profilo politico sia sotto quello amministrativo. Il riferimento all’accordo di programma, previsto dall’art. 34 del Tuel e già richiamato negli atti presentati, rappresenta un perimetro istituzionale chiaro, condiviso dalle forze che lo hanno sottoscritto (con la sola eccezione del centro sinistra), all’interno del quale incardinare l’azione della commissione con i necessari correttivi. Purtroppo, la gestione frettolosa dei lavori consiliari, dettata dalla evidente fretta della maggioranza di chiudere anticipatamente la seduta per andare a pranzo, ha impedito qualsiasi confronto nel merito degli emendamenti e la possibilità di votarli. Di fronte a questa chiusura, abbiamo ritenuto inevitabile abbandonare l’aula. Una scelta che ha messo in evidenza, per responsabilità esclusiva della maggioranza, la mancanza del numero legale determinando un errore politico e procedurale che ha prodotto un danno a sé stessa e, paradossalmente, un vantaggio alle posizioni del centrosinistra e della presidenza regionale. La nostra posizione resta netta, ossia rifiutiamo tanto le operazioni mediatiche prive di sostanza quanto le strumentalizzazioni politiche. Continueremo a lavorare per soluzioni concrete, fondate su strumenti amministrativi solidi, nel rispetto delle regole e nell’interesse reale della comunità». A firmarlo i consiglieri FdI Roberto Pastura, Elena Proietti Trotti, Marco Celestino Cecconi; il Gruppo Misto con Cinzia Fabrizi, Orlando Masselli, Guido Verdecchia e Valdimiro Orsini di TMS.
Anche il coordinatore regionale del M5S Umbria, David Fantauzzi, prende posizione: «Il Movimento 5 Stelle Umbria esprime ferma condanna per le recenti dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi. Il suo è un palese tentativo di scaricabarile per nascondere il fallimento amministrativo e imprenditoriale che sta trascinando Terni nel baratro. E’ inaccettabile la continua confusione tra il ruolo di primo cittadino e quello di imprenditore. Bandecchi ha legato il destino della Ternana ai propri interessi, usando temi vitali come la sanità e il nuovo ospedale come strumenti di ricatto politico verso la Regione. Mentre la città vive ore di angoscia per il futuro della squadra di calcio, il sindaco osserva sprezzante “mangiando popcorn” dimostrando assoluta mancanza di rispetto per la comunità. Esprimiamo piena solidarietà alla Presidente Proietti e agli assessori della Giunta regionale, bersagli di attacchi vili e diffamatori volti a colpire l’onore delle istituzioni regionali. La Regione Umbria ha agito a tutela della legalità e dell’interesse pubblico, impedendo che Terni finisse vittima di progetti fallimentari e dissesti finanziari. Politicamente, Bandecchi è ormai isolato. L’incapacità di garantire il numero legale oggi in Consiglio comunale dimostra che non controlla più nemmeno la sua maggioranza. Come forza politica, riteniamo che l’unica via d’uscita dignitosa per evitare ulteriore degrado civile e morale siano le dimissioni immediate. Terni ha bisogno di serietà e senso delle istituzioni».






