di S.F.
Non solo Imu e Irpef. A Terni è un momento ‘caldo’ tra bilancio di previsione 2026-2028, aliquote e tributi: martedì mattina in III commissione nuovi attacchi su questo fronte, in particolar modo per il canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico, di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale con focus sull’adeguamento Istat. Via libera alla modifica del regolamento comunale non senza polemiche.
LE TARIFFE 2026-2028 PER IL CANONE UNICO PATRIMONIALE (.PDF)
Terni: ok a tariffe canone unico 2026 per mercati, fiere, pubblicità ed occupazioni. Sale il gettito
Out l’assessore al bilancio Michela Bordoni e il dirigente dell’ufficio unico delle entrate Claudio Carbone, a dare delucidazioni – ovviamente di natura tecnica – è stata la funzionaria Fiorenza Pagliari. Del tema ce ne siamo già occupati la scorsa settimana: in sostanza palazzo Spada ha deciso di procedere all’adeguamento Istat del canone con, di conseguenza, un maggior gettito. Seppur minimale: «Discutiamo dell’adeguamento del regolamento comunale per via del decreto legge 95 del 2025. Ora è possibile rivalutare il canone e l’ente, per preservare il valore dell’entrata patrimoniale, ha deciso di stabilire questo adeguamento annule Istat. Necessaria dunque la modifica del regolamento con introduzione di un articolo ad hoc. Si proroga inoltre la scadenza della prima rata o rata unica al 28 febbraio per consentire al concessionario dio bollettare e di inviare le documentazioni». Non è mancato il pressing di natura politica.
IMU E IRPEF RESTANO AL MASSIMO

A muoversi sono stati Roberto Pastura (FdI) e Orlando Masselli (Gruppo Misto): «La rivalutazione/adeguamento Istat non è obbligatoria. Si sa l’ammontare del gettito? Il provvedimento è tecnico ma va argomentato in maniera politica. Si smentiscono le narrazioni precedenti. I nodi vengono al pettine dopo tre anni, le scelte dell’amministrazione probabilmente non stanno producendo i risultati attesi in termini di nuove imprese e residenti», l’attacco del primo. «Modifica ineccepibile dal punto di vista formale. Il tema è di carattere politico e mi preoccupa rispetto alle dichiarazioni. Stiamo approvando una modifica regolamentare e poniamo l’ennesimo balzello, seppur minimale, sulle spalle dei ternani. Inciderà di più sulle categorie produttive. Non c’è alcuna riduzione rispetto a quanto diceva il sindaco. Ciò si poteva evitare non repecendo la norma 2025», il tackle dell’ex assessore al bilancio.

La Pagliari ha confermato che è «una facoltà dell’ente» quella di adeguare il canone: «L’ipotesi presuntiva è dell’1% in più. L’aumento è minimale, alcune addirittura risultano invariate perché il margine è molto sottile». Il presidente della commissione, Claudio Batini (AP), ha puntualizzato che replicherà in sede di consiglio comunale. Fissato per mercoledì 10 dicembre. Si preannuncia quantomeno ‘frizzante’ viste le tematiche in ballo.
Comune Terni, Imu e Irpef restano al massimo. In tre all’attacco, Bordoni replica






