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Home » Covid-19: «Ecco cosa è stato fatto»

Covid-19: «Ecco cosa è stato fatto»

di Simone Francioli
14 Marzo 2020
in Altre notizie, Coronavirus, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Una nota congiunta per rispondere al durissimo attacco lanciato da Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl in merito alla sicurezza del personale sanitario in piena emergenza sanitaria Covid-19 in Umbria. Protagonisti i commissari straordinari delle aziende sanitarie (Silvio Pasqui, Massimo De Fino) e ospedaliere (Antonio Onnis, Andrea Casciari) regionali in seguito all’atto di diffida di venerdì.

L’ATTACCO DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

La gestione

«Le aziende sanitarie regionali e la Regione stessa, all’unisono, si sono adeguate alle varie fasi epidemiologiche con specifiche direttive emanate man mano che la casistica interessava un maggior numero di positivi, e una serie di documenti aziendali che hanno riguardato sia il territorio che gli ospedali. In ogni azienda è stata creata una unità di crisi che segue h 24 l’evoluzione dell’emergenza coronavirus, con la partecipazione di tutti i livelli aziendali sia del comparto che della dirigenza. Sono stati attivati specifici corsi di formazione per il personale infermieristico per l’utilizzo in sicurezza dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) e per la gestione del paziente sospetto o positivo sia a domicilio che nella fase di trasporto in ambulanza e di accettazione al pronto soccorso. Sono corsi teorici, pratici e di addestramento che hanno interessato il personale di pronto soccorso, 118, infermieri distrettuali che svolgono attività domiciliare e inoltre il personale dei reparti ospedalieri di medicina, medicina d’urgenza e pneumologia. Oltre 24 edizioni nelle varie sedi solo per la Usl Umbria 2».

«MASCHERINE COME PANNI SWIFFER»

Le azioni

Viene sottolineato come siano «stati predisposti negli accessi ospedalieri aree di triage proprio per limitare il passaggio di positivi ed evitare l’inquinamento di spazi ospedalieri; sono state date disposizioni affinché sia il medico di medicina generale sia il medico di continuità assistenziale facciano triage telefonici prima dell’eventuale accesso degli assistiti nei propri studi; sono stati date specifiche direttive al fine di limitare gli accessi negli ambulatori, sospendendo le visite programmate e facilitando gli accessi con orari cadenzati per le visite RAO A e U e per il servizio prelievi che è stato sospeso negli ospedali e cadenzato nel territorio; il numero degli accessi sia al pronto soccorso sia negli ambulatori territoriali, per quanto sopra, si è notevolmente ridotto, cosa visibile non soltanto a tutti gli operatori ma anche alle stesse organizzazioni sindacali. Tutte le aziende sanitarie si stanno organizzando per facilitare periodi di ferie e/o lavoro agile come da ultime note ministeriali, in particolare per il personale amministrativo e per quello non direttamente interessato nelle attività collegate all’emergenza coronavirus».

L’EMERGENZA CORONAVIRUS IN UMBRIA

La protezione e le intimidazioni

Infine l’ultimo tema: «Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale si stanno seguendo le direttive dell’Oms nella distribuzione delle mascherine filtro rispetto alle chirurgiche; è stato prodotto specifico lavoro in tal senso che racchiude e sintetizza tutti i documenti elaborati a livello scientifico. In merito ai presunti episodi di intimidazione denunciati, le aziende sanitarie invitano le organizzazioni sindacali a circostanziare in modo puntuale e preciso, entro e non oltre 24 ore, i fatti denunciati, così da consentire l’avvio di accurate indagini e verifiche interne al fine di adottare, qualora acclarati i fatti, gli opportuni provvedimenti. In caso contrario le aziende si riservano di adire ogni possibile tutela legale in sede penale e civile conseguente alle affermazioni riportate e diffuse dai media».

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