di Fra.Tor.
Per qualche ora, il 1° agosto, Maria Rita Castrica, una 51enne ternana, ha creduto di avercela fatta. Il suo nome era nero su bianco nel decreto dirigenziale n. 4307, pubblicato nel pomeriggio sul sito dell’Ufficio scolastico territoriale di Terni. Aveva ottenuto una supplenza annuale sul sostegno, finalizzata al ruolo.
«Docente con punteggio 98,5 nella GPS di prima fascia, riconosciuta ai sensi della legge 68/99 per le categorie protette – spiega – ho letto il mio nome tra gli assegnatari. Era tutto vero. Sono stata chiamata, contattata da colleghe della nuova scuola. Ero felice, emozionata. Venerdì sera ho festeggiato. Per una volta, una buona notizia». Ma la gioia è durata poco. Intorno alle 21, un semplice avviso sullo stesso sito comunica l’annullamento del bollettino. Nessuna spiegazione, nessuna email, nessuna comunicazione formale. Solo la parola ‘annullato’. Tutto da rifare.
«Scomparsa. Cancellata, come per magia», racconta. Il nuovo decreto, il n. 563, viene pubblicato il 4 agosto. Maria Rita Castrica non compare più tra i docenti assegnati. Telefona all’Ufficio scolastico, che le risponde con gentilezza, spiegando che si è trattato di un «errore materiale». Lei è una delle quattro persone che sono state sostituite. «Un clic. Una svista. Una riga che sparisce – commenta amaramente – ma non si fa così. Non si gioca con la vita e la salute delle persone. Non si pubblica una nomina ufficiale, si lascia online per sei ore, si fanno partire le telefonate, e poi si cancella tutto come se niente fosse».
Lo sfogo è lucido e durissimo. «Non si illude un precario per poche ore, dandogli la sensazione di esserci finalmente riuscito». Il colpo non è stato solo emotivo: «Quel clic mi ha rovinato il weekend, rovinato la salute, rovinato la fiducia. Sono finita in ospedale per forte mal di testa, pressione altissima, agitazione psicologica acuta».
Ma il suo «non è un caso isolato», aggiunge. «È la quotidianità di tanti insegnanti precari che vivono in bilico, tra speranze e disillusioni, invisibili agli occhi del sistema. E a chi ha il compito di gestire quei bollettini, chiede responsabilità. Vi rendete conto che un solo clic cambia la vita di qualcuno? Avete idea di cosa significa tornare, in poche ore, da ‘nominata’ a ‘precaria di turno’? Pensateci, prima di premere ‘pubblica’. Perché non è un file Excel: è la nostra vita».
Non cerca vendetta, Maria Rita. Chiede rispetto. E un riconoscimento, non solo per sé, ma per tutte le persone nella sua stessa condizione. «Voglio rispetto, voglio quel ruolo che mi aspettava. Se avessi vinto la Lotteria Italia e poi dopo poche ore cambiassero l’estrazione, cosa diremmo? Voglio giustizia anche per chi non ha la voce per gridarlo».






