di Giovanni Cardarello
La geografia della giustizia tributaria italiana è pronta a cambiare volto, ma il disegno che si sta delineando rischia di lasciare Terni con un servizio in meno e molti disagi in più. Il piano di revisione nazionale, attualmente in discussione, prevede il taglio di 22 sedi in tutta Italia. Tra queste, l’ipotesi che circola con insistenza riguarda la soppressione della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Terni, con il conseguente accorpamento a Perugia.
«Perdita di prestigio e servizi»
L’allarme è scattato immediatamente tra le categorie professionali cittadine. L’avvocato Andrea Colacci, presidente dell’Ordine degli avvocati di Terni, non nasconde la preoccupazione per quello che definisce «un vero e proprio impoverimento» per la città. «Concentrare tutta l’attività a Perugia – aggiunge Colacci – comporta un aggravio e una perdita di prestigio per Terni. Si persegue un fine di concentrazione per risparmiare sulle spese, ma a scapito della giustizia di prossimità». Il presidente degli avvocati ternani sottolinea come, sebbene il numero di ricorsi sia in calo, la chiusura non sia giustificata, «specialmente considerando che il disagio colpirà duramente i professionisti che dovranno spostarsi per ogni necessità connessa ai processi».
Commercialisti in prima linea
Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Stellati, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Terni, categoria che gestisce circa il 90% del contenzioso tributario. «Stiamo monitorando l’andamento della riforma – spiega il professionista – e riteniamo l’accorpamento un ulteriore aggravio per il nostro territorio e una maggiore difficoltà per i professionisti e, di conseguenza, per le aziende». Secondo il presidente dei commercialisti, «queste iniziative non tengono conto della tutela effettiva del territorio e di chi è in prima linea nella difesa tributaria».
La posizione nazionale: «Rinviare i tagli»
A dare manforte alle proteste locali è Cosimo Maria Ferri, presidente della Commissione status del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Ferri definisce «rischiosa» la strada della soppressione delle 22 sedi nazionali. «La riduzione dei costi non può tradursi in un sacrificio dei diritti – afferma –. Intervenire ora con tagli strutturali rischia di produrre effetti negativi e difficilmente reversibili». La proposta del Consiglio di presidenza è chiara: rinviare la ridefinizione della geografia giudiziaria a quando il sistema sarà pienamente a regime con i nuovi organici della magistratura tributaria.
I rischi per il cittadino
Oltre alla questione di ‘prestigio’ per la Conca, il rischio reale è quello di un allontanamento della giustizia dai contribuenti. Il trasferimento delle udienze a Perugia significherebbe per avvocati, commercialisti e cittadini di Terni e provincia, dover affrontare trasferte di 80 chilometri con un evidente aumento di tempi e costi vivi per ogni controversia fiscale. Dopo la soppressione del tribunale di Orvieto e degli uffici del Giudice di pace di Narni e Amelia, il territorio ternano teme ora di perdere un altro tassello del proprio mosaico istituzionale.






