di Giovanni Cardarello
Un sesto posto che, a guardare solo la posizione in classifica, potrebbe sembrare solido e onorevole, ma che nasconde un segnale d’allarme politico non indifferente. Stefania Proietti, la presidente della Regione Umbria, finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’ultimo sondaggio Swg per Ansa, pubblicato sul gradimento dei governatori italiani. Ma non tanto per il consenso assoluto, quanto per la rapidità della sua erosione. Vediamo i dettagli.
Il dato umbro
Secondo la rilevazione diffusa online la mattina del mercoledì 13 maggio, la presidente umbra si attesta al 45% di gradimento. Una cifra che la colloca a pari merito con il collega dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale. Ma il dato che scotta è un altro e riguarda lo scostamento rispetto all’anno precedente. In questo contesto Stefania Proietti registra un calo di ben 8 punti percentuali rispetto al 2025.
Si tratta, scrive Ansa, della flessione più marcata registrata tra tutti i presidenti di Regione presi in esame dal sondaggio. Una tendenza negativa che stacca nettamente quello di altri colleghi pure in discesa, come Eugenio Giani (Regione Toscana -5%) o Alessandra Todde (Regione Sardegna -4%) e che dovrà, giocoforza, aprire una riflessione interna a palazzo Donini sull’impatto delle ultime politiche regionali e sulla percezione dell’azione di governo da parte dei cittadini dell’Umbria.
Il podio nazionale
Mentre l’Umbria interroga i suoi numeri, a livello nazionale la classifica è guidata dai governatori del nord a trazione leghista. In vetta si conferma Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) con un solido 65% (+1% rispetto al dato del 2025), seguito dal presidente del Veneto Alberto Stefani al 58%.
Sorprende, ma non troppo, la tenuta del sud che piazza tre rappresentanti nei primi cinque posti. Roberto Occhiuto (Regione Calabria) è terzo con il 53%, seguito da Antonio Decaro (Regione Puglia) al 51% e Roberto Fico (Regione Campania) al 47%.
La classifica completa
Alle spalle della coppia composta da Proietti e De Pascale, troviamo il già menzionato Eugenio Giani al sesto posto con il 42%, seguito da Alberto Cirio (Piemonte) al 40%. La parte bassa della graduatoria vede invece Francesco Rocca, governatore del Lazio, fermo al 29%, mentre il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, fanalino di coda con il 25%.
Per Stefania Proietti, il 45% resta comunque una base di consenso significativa, ma il ‘bollino rosso’ affibbiato da Swg e Ansa del calo più vistoso d’Italia, rappresenta una sfida politica complessa in vista del tagliando di metà del mandato previsto per maggio 2027.
Il centrodestra attacca: «Giudizio inequivocabile degli umbri»
Sui dati del sondaggio Swg arriva una dura nota dei consiglieri di minoranza in consiglio regionale (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Civici). Melasecche, Tesei, Agabiti, Pace, Giambartolomei, Romizi, Pernazza e Arcudi sottolineano come il calo dell’8% registrato da Stefania Proietti sia il «più netto in tutta Italia», definendolo un segnale di «immobilismo e inadeguatezza».
«Questi numeri – proseguono i consiglieri – testimoniano un giudizio sempre più negativo verso una giunta che sta accumulando ritardi e fallimenti dall’economia alla sanità». Tra i motivi del crollo del consenso, la minoranza cita in primis la politica fiscale: «La stangata sull’aumento di Irpef e Irap colpisce famiglie e imprese ed è stata giustificata con un presunto disavanzo sanitario poi smentito dalla Corte dei Conti».
Pesanti le critiche anche sulla gestione del sistema sanitario e delle infrastrutture: «Le liste d’attesa sono raddoppiate rispetto alla precedente amministrazione e delle 700 assunzioni promesse entro il 2025, ne sono state realizzate appena la metà. Sul fronte trasporti, subiamo un ‘negazionismo ottuso’: sulla Medio Etruria la presidente dell’Umbria si è piegata alle decisioni della Toscana, mentre sul Nodo di Perugia il traffico continua a impazzire nell’incapacità amministrativa del ‘campo largo’».






