La prevenzione dei rischi igienico-sanitari connessi alla presenza, in particolare, dei piccioni nei centri abitati e nei luoghi di lavoro e la tutela delle colture e delle produzioni agricole regionali dai danni causati soprattutto dagli storni e dai colombidi. Queste le due esigenze per le quali la Regione Umbria ha autorizzato il prelievo in deroga dello storno, del piccione di città e della tortora dal collare nell’ambito della stagione venatoria 2026-2027.
Piccioni, storni e tortore dal collare: ok al prelievo in deroga dal 15 ottobre. I limiti
A proporla l’assessore Simona Meloni: «Il provvedimento è stato adottato dopo l’acquisizione dei pareri favorevoli dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ispra, e nel rispetto delle prescrizioni indicate dall’Istituto». Accolta la richieste delle associazioni venatorie.
«Si tratta di una decisione fondata su dati tecnici e adottata soltanto dopo il via libera di Ispra. Si tratta di un prelievo – spiega la Meloni – sottoposto a limiti, controlli e monitoraggio in tempo reale. Da una parte dobbiamo affrontare le criticità igienico-sanitarie provocate dall’eccessiva presenza dei piccioni, in particolare per l’accumulo di deiezioni negli spazi urbani e nei luoghi di lavoro. Dall’altra dobbiamo difendere il lavoro delle aziende agricole e produzioni di qualità che ogni anno subiscono danni rilevanti». Per lo storno, le criticità riguardano in modo particolare vigneti e oliveti. Per i colombidi, le maggiori problematiche interessano le coltivazioni di girasole, mais e legumi, oltre ai depositi di mangimi e alle strutture agricole, con il rischio di contaminazioni dovute alla presenza di deiezioni.

«L’agricoltura produce cibo, reddito e tutela del paesaggio. Proteggere – prosegue Meloni – le colture significa proteggere investimenti, lavoro e produzioni che rappresentano l’identità dell’Umbria. I tradizionali sistemi di allontanamento e dissuasione non hanno garantito nel tempo risultati sufficienti. Per questo la Regione interviene attraverso una deroga rigorosamente regolata, che affianca i metodi ecologici di prevenzione e consente di agire soltanto in prossimità delle colture effettivamente esposte al rischio».
Il prelievo potrà essere effettuato esclusivamente nelle giornate in cui è consentita la caccia alla fauna migratoria e nei seguenti periodi: storno dal 20 settembre al 15 dicembre 2026; tortora dal collare dal primo ottobre 2026 al 31 gennaio 2027; piccione di città: dal primo ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. «L’attività sarà consentita nel territorio a caccia programmata, con esclusione delle Zone di protezione speciale, e potrà essere svolta esclusivamente da cacciatori muniti di tesserino venatorio digitale, necessario per registrare in tempo reale i capi abbattuti».






