di Giovanni Cardarello
Una data da segnare sul calendario per il futuro del lago Trasimeno. Sabato 28 febbraio 2026 segna l’inizio di una nuova fase per il bacino umbro. Da questa mattina, infatti, è ufficialmente attiva l’immissione di acqua proveniente dall’invaso di Montedoglio. Lo spiega la Regione Umbria in una nota ufficiale. Una portata di circa 200 litri al secondo che, attraverso il potabilizzatore di Tuoro sul Trasimeno, ha iniziato ad alimentare il lago, segnando il passaggio dalle parole ai fatti.
«Un giorno storico»
All’apertura dell’impianto era presente il vertice della Regione Umbria al gran completo, insieme ai sindaci del comprensorio e ai rappresentanti tecnici di Arpa, Afor, Autorità Idrica ed Eaut. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha definito l’evento un «giorno storico», sottolineando come questo traguardo sia il frutto di un «lavoro corale e di scelte improntate alla responsabilità».
Secondo la presidente della Regione, grazie all’attivazione della condotta la tutela del lago non sarà più legata a interventi tampone dettati dall’urgenza del momento, ma si fonderà finalmente su una gestione strutturale, supportata da dati scientifici rigorosi e monitoraggi costanti. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al commissario Nicola Dell’Acqua «per la fondamentale collaborazione istituzionale che ha permesso di sbloccare l’opera».
Fine di un’attesa lunga vent’anni
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessora Simona Meloni, delegata per il Trasimeno, che ha sottolineato come questo intervento ponga fine a un’attesa ventennale. «Si tratta – ha detto – di un impegno tangibile che ricolloca il bacino al centro della programmazione regionale, offrendo una soluzione strutturale alla cronica crisi idrica dell’area. L’intento è superare la gestione emergenziale per adottare una visione di lungo termine, in grado di coniugare la tutela dell’ecosistema con il rilancio del tessuto economico locale, garantendo al contempo sicurezza e sostenibilità ambientale».
Sicurezza e compatibilità ambientale
L’immissione dell’acqua, avviata in modo graduale, non è un’operazione improvvisata. Il via libera definitivo è arrivato solo dopo una complessa fase di analisi condotte dall’Università degli Studi di Perugia e da Arpa Umbria. Gli esperti hanno effettuato numerosi campionamenti per certificare la piena compatibilità tra le acque di Montedoglio e l’ecosistema del Trasimeno. Questo sistema di controllo non si ferma oggi: il flusso sarà costantemente monitorato per valutare in tempo reale ogni possibile effetto sulla biologia del lago, garantendo la massima sicurezza ambientale.
Una strategia a 360 gradi per il bacino
L’arrivo dell’acqua rappresenta comunque solo un tassello di una strategia molto più vasta messa in campo dalla Regione. L’amministrazione ha infatti chiarito che questo intervento si inserisce in un piano integrato che comprende azioni diversificate, dai dragaggi periodici alla manutenzione delle darsene, fino a una gestione più moderna dei fondali e a una governance del bacino più snella ed efficace. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, l’approccio scelto mira a restituire centralità al Trasimeno attraverso la cooperazione tra enti e l’utilizzo di dati certi, garantendo così un futuro sostenibile a uno dei luoghi simbolo del paesaggio umbro.






