Di seguito l’intervento dell’ex ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi (QUI IL VIDEO COMPLETO DEL CONVEGNO DEL 23 GIUGNO) al Forum delle Acque 2023 in corso a Villalago di Piediluco: «Uno degli obiettivi fondamentali in questa società è dare ad ognuno il diritto ad avere un’educazione di qualità, che rientra a pieno titolo nel concetto di sostenibilità. L’educazione ambientale, sociale, politica ed economica. All’interno di questo quadro l’acqua è un bene fondamentale. E sapete una cosa? Purtroppo, e lo dico con certezza, le prossime guerre non saranno per il petrolio ma per l’acqua. Perché l’acqua fruibile, quella da bere, quella per irrigare i campi, sta diventando la vera merce rara della nostra epoca. L’abbiamo dimostrato oggi con l’emergenza siccità e con le alluvioni tropicali. La sostenibilità è un tema che riguarda tutti, perché ha dimostrato cosa vuol dire globalizzazione. Oggi la Cina produce un terzo di tutta la CO2 del mondo. Si pensi che nel 1978, quando ricominciò la rivoluzione evolutiva di Ping, il reddito in Cina era di 158 euro, oggi è di 12 mila ma il prezzo che tutti paghiamo è la spropositata emissione di CO2 nel cielo di tutti noi. L’acqua, concepita oggi come la vera misura della sostenibilità, ma non solo ambientale ma anche civile. C’è un altro tema di cui oggi mi preme parlare, ovvero il tipo di educazione da dare sull’acqua. Dalla fine degli anni ’90 si riteneva necessario ridefinire il concetto di educazione: non più intesa come assimilare informazioni, ma il concetto educare declinato nei quattro metodi inglesi. Il primo è il ‘learning to know’, concepita come capacità di insegnare ai nostri ragazzi ad apprendere continuamente. Il secondo è il ‘learning to do’: imparare a fare. Spesso a scuola non si impara a tradurre le cose che si assimilano, in attività concrete. Il terzo metodo è il ‘learning to life toghete’: imparare a vivere, lavorare e sognare insieme. Non c’è vita collettiva se non impariamo a vivere insieme. Il quarto e ultimo metodo è il ‘learning to be’: imparare ad essere, esserci sempre. Infatti, l’educazione non è solo verificare cosa sai o no, ma la verifica di ciò che sai e metterlo a disposizione della comunità. Tutto questo riporta all’acqua, intesa come contesto in cui vivere con gli altri. Su questo tiriamo una riga tra coloro che pensano che le risorse umane siano un bene strumentale e tra coloro che pensano che per salvaguardare l’ambiente si deve condividere il proprio sapere con gli altri e che l’ambiente diventa sostenibile, se è sostenibile la civiltà che lo regge. L’acqua, da sempre nella storia mondiale, è stata la misura dell’equità. Bene parlare di educazione alla sostenibilità che è un tutt’uno con l’educazione alla partecipazione democratica, di una comunità che si fa carico dell’ambiente che lasceremo ai nostri ragazzi».








