di Giovanni Cardarello
Un attacco frontale, durissimo, che scuote i vertici della sanità umbra. Il senatore Franco Zaffini, presidente della commissione sanità, punta il dito contro la giunta guidata da Stefania Proietti, parlando apertamente di una «macchina della menzogna» messa in piedi per camuffare il reale stato delle liste d’attesa in Umbria.
Il ‘trucco’ delle agende
Secondo il senatore spoletino di Fratelli d’Italia – a riportarlo è un articolo de ‘Il Corriere dell’Umbria‘ – il miglioramento dei tempi di erogazione comunicato dalla Regione Umbria sarebbe solo un’operazione di facciata, ottenuta grazie a una «prassi disinvolta» nel monitoraggio dei flussi. Sempre secondo Zaffini, la Regione Umbria iscriverebbe l’appuntamento in agenda solo nel momento in cui si libera effettivamente un posto, e questo creerebbe un «limbo vergognoso», con migliaia di cittadini che restano in attesa per mesi senza che il loro nome compaia ufficialmente nei flussi trasmessi al ministero della Salute.
«In Umbria le prestazioni sospese e in attesa sono raddoppiate in valore assoluto rispetto a quelle lasciate dalla precedente giunta», incalza Zaffini, sostenendo che i dati comunicati al ‘cruscotto nazionale’ siano volutamente distorti.
Tra eccellenze e reparti in affanno: il paradosso dei numeri
Dietro la contesa dei numeri, si nasconde però una realtà profondamente eterogenea, fatta di luci abbaglianti e ombre persistenti. Se da un lato la Regione rivendica traguardi record, citando lo sforzo organizzativo che ha portato le mammografie a una copertura quasi totale (balzando dal 12,7% a un incredibile 97,7%) e tempi ottimizzati per le risonanze magnetiche all’addome (ora all’85%), dall’altro lato della medaglia il quadro si fa scuro.
Il senatore Zaffini, a riguardo, accende i riflettori su quei settori dove il sistema sembra aver ingranato la marcia indietro. È il caso dell’urologia, dove l’efficienza è scesa dal 71% al 59%, o della medicina fisica e riabilitazione, passata dal 76% a un preoccupante 62%. Non andrebbe meglio per la diagnostica vascolare: ecocolordoppler e colonscopie che restano infatti le ‘spine nel fianco’ del sistema sanitario regionale, con ritardi generalizzati.
Lo scontro politico
Zaffini inoltre non risparmia il merito della gestione Proietti, accusata dal senatore di Fratelli d’Italia di tradire l’onestà intellettuale nei confronti del governo nazionale e del ministro Schillaci. Mentre la Regione Umbria rivendica un aumento della produttività e l’allargamento delle agende, citando anche i riconoscimenti di Agenas, l’opposizione insiste: i pazienti umbri stanno vivendo un peggioramento che i numeri ufficiali tentano di nascondere attraverso artifizi contabili. La battaglia sui dati è solo all’inizio, ma il clima intorno alla sanità regionale, tra accuse di ‘dati truccati’ e prestazioni fantasma, non è mai stato così teso.
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