di Giovanni Cardarello
Per la prima volta dopo vent’anni le liste d’attesa in Italia invertono la rotta e l’Umbria si posiziona in prima fila tra le regioni più efficienti. A certificarlo è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che in un’intervista ha anticipato i dati della piattaforma nazionale Agenas (attesi ufficialmente per maggio). Il confronto tra il primo bimestre 2025 e lo stesso periodo del 2026 parla chiaro: il sistema sanitario umbro ha migliorato le proprie performance medie del 25%.
Il ‘caso’ mammografie: Terni e Perugia al top
L’analisi dettagliata dei dati evidenzia balzi in avanti evidenti in alcuni settori chiave. Il dato più emblematico arriva dall’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni, dove i tempi rispettati per le mammografie sono passati dal 28,1% a un quasi totale 97,2%, mentre l’ecografia mammaria è passata dal 12,7% al 97,7%. Anche a Perugia il progresso è netto, con le mammografie che salgono al 90,2% di tempestività.
Segnali positivi arrivano anche dalle visite specialistiche regionali: la neurologia cresce dal 60,8% al 72,8%, l’otorinolaringoiatria vola all’86,4% e l’oculistica tocca il 55,3%. Sul fronte della diagnostica complessa, le risonanze magnetiche (RM) all’addome e all’encefalo superano l’80% di rispetto dei tempi previsti.
Proietti: «Sistema in trasformazione, ma le sfide restano»
«L’analisi di Agenas ci restituisce la fotografia di un sistema sanitario in trasformazione», afferma la presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha mantenuto per sé le deleghe alla sanità. «I risultati sono significativi, ma guardiamo con lucidità anche alle aree che registrano flessioni». Nonostante il trend positivo, restano infatti dei ‘nodi’ da sciogliere: calano le performance nelle visite urologiche (dal 71,7% al 59,5%) e in quelle di medicina fisica e riabilitazione. Restano criticità marcate anche per gli esami vascolari (ecocolordoppler) e per le colonscopie, su cui la Regione Umbria afferma di voler intervenire con urgenza.
Il piano d’azione: la strategia dell’Umbria per il riallineamento totale
Per stabilizzare i traguardi raggiunti e superare le criticità residue, la Regione ha varato un cronoprogramma definito, volto a trasformare profondamente il modello di gestione dei servizi sanitari. La prima misura consiste nell’impiego di una task-force dedicata alla diagnostica: un intervento concepito per smaltire rapidamente l’arretrato accumulato, così da riportare la macchina operativa a gestire solo le richieste correnti. In contemporanea, si sta procedendo a una ristrutturazione delle agende specialistiche a livello locale e regionale. Lo scopo è distribuire equamente i volumi di attività tra i vari presidi, impedendo il sovraccarico di singole strutture e velocizzando l’accesso alle cure per l’utenza.
Un ulteriore cardine del progetto è la diffusione delle ‘best practice’. Gli schemi gestionali che hanno garantito il successo dei poli di Perugia e Terni saranno applicati anche nei centri che attualmente riscontrano maggiori difficoltà. In ultimo, la strategia scommette sull’appropriatezza delle prescrizioni. Tramite il supporto di gruppi di lavoro clinici, l’amministrazione punta a una sinergia con il personale medico per assicurare la pertinenza di ogni test, evitando che esami non prioritari occupino posti preziosi a scapito dei pazienti con necessità urgenti. «I dati ci guidano nell’individuare i problemi per applicare soluzioni immediate», conclude la presidente Proietti, assicurando che l’impegno per una sanità «equa, efficiente e vicina ai bisogni di tutti» resterà la priorità assoluta.






