di Giovanni Cardarello
Il tema delle liste d’attesa in Umbria torna a infiammare il dibattito politico e sociale dopo la pubblicazione di un video-denuncia da parte del consigliere regionale Enrico Melasecche. Il filmato, girato all’interno di una farmacia del centro di Terni, punta il dito contro i cosiddetti ‘cittadini fantasma’: migliaia di utenti che, secondo il consigliere, non verrebbero presi in carico dai percorsi di tutela del sistema sanitario regionale.
IL VIDEO
Il video della discordia
Nel video, Melasecche documenta l’attività di un farmacista intento a processare numerose impegnative (circa 22) rimaste inevase per settimane. Il consigliere evidenzia come, nonostante i ripetuti tentativi di inserimento a sistema per esami complessi come risonanze magnetiche e colonscopie, il terminale restituisca spesso l’assenza di appuntamenti disponibili, anche nei percorsi che dovrebbero garantire la tutela del paziente. «Migliaia di cittadini sono costretti a tornare decine di volte o a rivolgersi alla sanità privata», accusa Melasecche nel filmato.
La replica di Federfarma: «Episodio isolato»
Non si è fatta attendere la risposta di Federfarma Umbria, che esprime fermezza nel prendere le distanze dal video. «L’operato delle farmacie umbre è da sempre contraddistinto da responsabilità e professionalità», dichiara l’associazione, definendo l’accaduto come un «episodio isolato» che non deve inficiare il ruolo delle farmacie come primo presidio di prossimità. Federfarma sottolinea come la ‘Farmacia dei Servizi’ nasca proprio per ascoltare i bisogni della gente e non per tornaconto personale, stigmatizzando modalità di produzione del video che lasciano «sorpresi e critici».
Il chiarimento della Regione Umbria
Sul caso è intervenuta anche la Direzione regionale salute e welfare, insieme alle aziende sanitarie, per fornire un «chiarimento puntuale». Secondo la Regione, il sistema Cup è integrato e garantisce l’accesso in modo uniforme: «Generalizzare situazioni episodiche configura una rappresentazione distorta della realtà». La nota regionale richiama inoltre con severità il tema della privacy: «L’esposizione pubblica di dati riconducibili agli assistiti è una condotta inappropriata e grave». La Direzione salute ha annunciato che sono in corso valutazioni per eventuali iniziative nelle sedi competenti, ribadendo che il monitoraggio sulle liste d’attesa proseguirà per assicurare equità e trasparenza a tutti i cittadini umbri.
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