di Giovanni Cardarello
Non accenna a placarsi l’ondata di maltempo che sta colpendo l’Umbria. Una situazione che, seppur benefica per le riserve idriche, inizia a destare preoccupazione per la tenuta del reticolo idrografico minore. L’Umbria, infatti, è al momento sotto l’influenza di un minimo depressionario che, pur muovendosi verso l’Adriatico, continuerà a mantenere il cielo coperto e piogge diffuse.
I numeri della pioggia: record di aprile già raggiunti
E a tal proposito i dati e le analisi forniti da Michele Cavallucci dello staff della popolare pagina Facebook ‘Perugia Meteo‘ delineano un quadro meteorologico davvero particolare. In alcune zone dell’Umbria le cumulate mensili hanno superato i 300 millimetri. «Siamo di fronte a un contesto autunnale all’interno dell’inverno davvero incredibile – spiega l’esperto – se si pensa che molte località della regione hanno già raggiunto la media della piovosità annuale di fine marzo, e alcune addirittura quella di fine aprile».
Rischio idrogeologico: terreni saturi
La vera criticità è rappresentata dalla saturazione dei suoli. Con piogge previste a più riprese per i prossimi giorni e senza pause superiori alle 48 ore, l’allerta resta alta: «Nelle prossime 96-120 ore avremo la possibilità di locali criticità idrogeologiche – avverte ‘Perugia Meteo‘ – con possibili esondazioni di fossi e torrenti e movimenti franosi». La quota neve rimarrà elevata (sopra i 1.500 metri) contribuendo al rapido deflusso delle acque verso valle.
Lo scenario locale: dal Trasimeno alla Conca Ternana
La perturbazione sta colpendo in modo omogeneo l’intero cuore verde d’Italia, pur con sfumature diverse a seconda dell’orografia. Nel Trasimeno, le precipitazioni abbondanti rappresentano un’ottima notizia per il livello del lago, che sta beneficiando di un apporto idrico costante e prezioso. Spostandosi verso il nord della regione, tra Perugia, Corciano e Città di Castello, la pioggia cade senza sosta tra il debole e il moderato; qui la preoccupazione principale riguarda la tenuta dei versanti collinari, con i terreni ormai incapaci di assorbire ulteriore acqua. Una situazione simile si registra nel comprensorio di Gubbio, dove il contesto termico resta sorprendentemente mite, lasciando le vette appenniniche prive di quella coltre nevosa che solitamente caratterizza febbraio.
Scendendo verso il centro-sud, il quadro non cambia. Tra Orvieto e Todi l’attenzione è tutta rivolta al reticolo idrografico minore e ai fossi che alimentano il bacino del Tevere. La situazione si fa particolarmente delicata nella Valle Umbra: tra Bastia, Assisi, Foligno e Spoleto, le cumulate record di questi giorni stanno mettendo a dura prova la capacità di ricezione dei canali di scolo nelle zone di pianura. Anche in Valnerina, nonostante l’ambiente montano, la pioggia cade insistente fino a quote elevate (oltre i 1.500 metri), accelerando il deflusso idrico verso valle. Infine, la Conca Ternana non fa eccezione: tra Terni e Narni le precipitazioni continuano a mantenere elevati i livelli dei fiumi, con il monitoraggio che resterà costante per tutto il fine settimana, quando è attesa una nuova recrudescenza del maltempo.
Le previsioni a 72 ore
Dopo una parziale tregua giovedì 5 febbraio, una nuova intensa perturbazione da ovest colpirà l’Umbria venerdì. Sabato mattina si vedrà un breve intervallo, seguito da un nuovo peggioramento in serata e una domenica a tratti piovosa.






