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Home » Nevi: «Proietti in calo. La Regione ha fallito. Terni non può essere trattata come una questione secondaria»

Nevi: «Proietti in calo. La Regione ha fallito. Terni non può essere trattata come una questione secondaria»

Il deputato ternano di Forza Italia attacca la giunta regionale su sanità, Ternana Calcio e infrastrutture: «Forza Italia decisiva per costruire un’alternativa moderata, concreta e credibile»

di Redazione
15 Maggio 2026
in Politica
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
Raffaele Nevi

Raffaele Nevi

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di M.M.

Umbria, sanità, Ternana Calcio e prospettive del centrodestra regionale. In questa intervista, Raffaele Nevi, deputato ternano di Forza Italia, interviene sui principali temi dell’attualità politica regionale e locale, a partire dal calo di gradimento della presidente Stefania Proietti registrato dall’ultimo sondaggio Swg. Un confronto a tutto campo, nel quale Nevi critica duramente l’operato della giunta regionale, rilancia le priorità per Terni e rivendica il ruolo di Forza Italia come componente moderata e riformista del centrodestra umbro.

Onorevole Nevi, Stefania Proietti, secondo il recente sondaggio SWG, oggi registra il maggior calo di gradimento tra tutti i presidenti di Regione italiani: -8% rispetto allo scorso anno. Che cosa racconta questo dato?

«Racconta un fallimento politico evidente, conseguenza delle promesse da marinaio fatte in campagna elettorale: grandi rivoluzioni, azzeramento delle liste d’attesa, recupero dell’evasione. In realtà, tutto si è tradotto soltanto in uno spaventoso aumento delle tasse a carico degli umbri e in una totale incapacità di gestire le principali questioni che riguardano il futuro dell’Umbria: dai rifiuti ai trasporti, dalle infrastrutture alla sanità, rimasta assolutamente al palo. A questo si aggiunge la vicenda Ternana, che rappresenta il vero vulnus e la prova più evidente dell’incapacità di questa giunta regionale. Mi riferisco non solo al progetto stadio-clinica, naufragato senza alcuna alternativa e con conseguenze pesantissime anche sul futuro della Ternana Calcio, ma anche all’intera questione dell’ospedale di Terni, sulla quale la giunta regionale ha mostrato una totale assenza di idee e concretezza».

A proposito di sanità, quali sono oggi le criticità più gravi, in particolare per l’area ternana?

«La sanità è uno dei fronti più critici. Le liste d’attesa restano un problema enorme, i pronto soccorso sono sotto pressione, la medicina territoriale non è ancora in grado di dare risposte adeguate e l’area ternana continua a pagare un deficit di attenzione politica e programmatica. Il nodo dell’ospedale di Terni è emblematico. Da tempo si parla della necessità di una struttura moderna, efficiente, adeguata ai bisogni del territorio, ma da parte della giunta regionale non si vedono né idee chiare né soluzioni concrete. Terni non può continuare a essere trattata come una questione secondaria. Serve una risposta seria, definitiva e finanziariamente sostenibile».

Rimaniamo a Terni: di chi sono a suo giudizio le responsabilità del fallimento della Ternana Calcio? Che idea si è fatto della situazione?

«Quando si arriva a una situazione del genere, le responsabilità sono diffuse. Comune, Provincia e Regione sono tutti corresponsabili di un percorso che ha portato al fallimento del progetto e alla fuga degli imprenditori. Quando gli imprenditori se ne vanno, significa che non si è stati capaci di creare le condizioni per trattenerli. Come avevo già detto in un’intervista di qualche tempo fa, sarebbe stato necessario costruire per tempo le condizioni per una soluzione, attraverso un dialogo serio tra Comune e Regione. Invece, abbiamo assistito soltanto a un rimpallo reciproco di responsabilità, senza una vera strategia per evitare questo epilogo.
Le responsabilità, quindi, sono di tutti coloro che avevano il dovere istituzionale di intervenire e non lo hanno fatto».

Nelle ultime ore ci sono stati nuovi sviluppi su ‘Concorsopoli’, con le condanne in appello dell’ex presidente Catiuscia Marini, dell’ex assessore Luca Barberini e dell’ex sottosegretario Gianpiero Bocci. Sappiamo che Forza Italia è garantista.

«Forza Italia è e rimane una forza politica pienamente garantista. Per noi tutti sono innocenti fino alla condanna definitiva, al terzo grado di giudizio. Certo, ci sono già stati due gradi di giudizio e quindi la situazione appare oggettivamente grave. Se tutto questo venisse confermato, confermerebbe anche le critiche che, negli anni in cui ero all’opposizione in Umbria, abbiamo più volte avanzato: l’esistenza di un sistema fondato sul clientelismo e su una gestione della cosa pubblica orientata all’interesse esclusivo di una parte politica e alla costruzione del consenso, più che al servizio dei cittadini. Detto questo, ribadisco: restiamo garantisti fino al terzo grado di giudizio. Solo allora trarremo le nostre valutazioni definitive».

Che spazio politico ha oggi Forza Italia in Umbria e quale contributo specifico può dare rispetto agli alleati del centrodestra?

«Forza Italia ha uno spazio politico fondamentale, perché rappresenta l’area moderata, liberale, popolare e riformista del centrodestra. In una fase come questa, l’Umbria ha bisogno di serietà, competenza amministrativa, equilibrio istituzionale e capacità di dialogare con imprese, famiglie, professionisti, territori e corpi intermedi. Il nostro contributo è proprio questo: costruire un’alternativa credibile, non urlata, ma concreta. Un centrodestra capace di governare bene, di affrontare i problemi reali e di offrire una prospettiva diversa rispetto a una sinistra che, alla prova dei fatti, sta mostrando tutti i suoi limiti. Forza Italia può essere decisiva perché parla a quell’elettorato moderato che chiede meno tasse, più efficienza, più sicurezza, una sanità migliore e istituzioni più vicine ai cittadini».

Se dovesse indicare tre interventi immediati per l’Umbria e per Terni, quali sarebbero?

«Il primo intervento riguarda la sanità: efficientare il sistema e dare finalmente una prospettiva chiara all’ospedale di Terni. Il secondo riguarda le infrastrutture e i trasporti. L’Umbria, e in particolare Terni, non può continuare a scontare isolamento e ritardi. Servono collegamenti migliori, opere strategiche e una visione che renda il territorio più competitivo e attrattivo. Il terzo riguarda lo sviluppo economico e industriale. Terni ha una storia industriale importantissima e deve tornare a essere centrale nelle politiche regionali. Bisogna creare condizioni favorevoli per le imprese, attrarre investimenti, difendere il lavoro e accompagnare le transizioni produttive senza penalizzare il territorio. In sintesi: sanità, infrastrutture e sviluppo. Sono queste le priorità da cui ripartire subito».

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