Nella parte dedicata al question time della seduta del consiglio regionale di giovedì mattina, il capogruppo del Movimento 5 stelle Luca Simonetti ha chiesto chiarimenti all’assessore regionale Francesco De Rebotti in merito alla valutazione negativa del project financing per il nuovo ospedale di Terni e ai costi complessivi stimati dell’operazione.

Nel dettaglio, Simonetti ha chiesto quale sarebbe stato l’importo del contratto sull’arco dei 30 anni di concessione, comprensivo di Iva, e quale il costo a carico della Regione Umbria e dell’azienda ospedaliera di Terni. Illustrando l’atto, il consigliere ha ricordato come la realizzazione del nuovo ospedale rappresenti «un’urgenza non più differibile per garantire il diritto alla salute e dotare il territorio di una struttura adeguata sotto il profilo tecnologico e funzionale». Ha quindi ripercorso l’iter della proposta di partenariato pubblico-privato presentata nella precedente legislatura, sottolineando che «la stessa è stata oggetto di una lunga istruttoria tecnico-economica prima della chiusura negativa del procedimento».
Secondo quanto evidenziato, la motivazione centrale della bocciatura sarebbe stata «la mancata sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione». Simonetti ha parlato di «un costo complessivo, nell’arco della concessione, ritenuto eccessivamente oneroso per il bilancio regionale, con canoni di disponibilità fuori mercato e un potenziale vincolo pluridecennale sulla spesa sanitaria». Da qui la richiesta di «trasparenza sui numeri e sulle ragioni della scelta».

Nella risposta, l’assessore De Rebotti ha ricordato che «la proposta è stata valutata da un gruppo interdirezionale» e che «il procedimento si è concluso con determinazione dirigenziale del 12 settembre 2024, con la dichiarazione di chiusura negativa non sussistendo le condizioni per dichiarare la fattibilità dell’opera». Per quanto riguarda i costi, l’assessore ha riferito che «il quadro economico relativo ai cinque anni di lavori indicava 272,2 milioni per le opere, circa 13,8 milioni di spese tecniche e 21,2 milioni di altri costi, per un totale di circa 371,1 milioni più Iva. L’istruttoria ha inoltre evidenziato che la stima dei lavori era stata sviluppata con criteri parametrici, senza riferimento ai prezziari, in particolare a quello regionale, rendendo non pienamente verificabile la congruità delle cifre». Sulla base degli elementi disponibili, «la stima del valore del contratto nell’arco dei 30 anni di concessione è risultata pari a 1,99 miliardi di euro più Iva, per un totale di circa 2,3 miliardi, suddivisi tra Regione e azienda ospedaliera».
Nella replica, Simonetti ha ringraziato per «la chiarezza dei numeri» forniti attraverso atti ufficiali, parlando di una spesa che «farebbe venire i brividi, superiore ai 2 miliardi nell’arco della concessione e senza includere le strumentazioni». Secondo il consigliere, la strada da intraprendere sarebbe quella di «un finanziamento interamente pubblico, senza impegni economici ritenuti fuori misura».
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