Novità in ospedale a Terni per i papà in sala parto. Ad ufficializzarla è lo stesso ‘Santa Maria’ grazie al nuovo protocollo di umanizzazione delle cure.
«I papà potranno finalmente – viene sottolineato – assistere al parto con taglio cesareo programmato. Fino a oggi, l’accesso alla sala operatoria durante il taglio cesareo era precluso ai familiari per stringenti requisiti di asepsi, sicurezza e gestione del rischio intraoperatorio. L’introduzione di un protocollo dedicato, condiviso tra équipe ostetrica, anestesiologica e direzione sanitaria, consente ora la presenza del padre nel rispetto degli standard clinico-organizzativi. Un’evoluzione significativa che integra sicurezza e umanizzazione del percorso nascita anche in ambito chirurgico». Dal 6 marzo è strutturale.
«Anche solo poter stringere la mano alla partner durante il cesareo è una grande conquista», evidenziano la dirigente ostetrica Nicoletta Bruschini e la coordinatrice ostetrica Antonella Martoni. «Accompagnare i papà fuori dalla porta era sempre un momento di dispiacere per tutti, anche se agivamo nel rispetto delle norme». Dall’ospedale puntualizzano che si tratta di un risultato frutto di un lavoro corale che ha coinvolto l’intero team della sala parto, la direzione di presidio guidata dal dottor Massimo Rizzo e il gruppo anestesiologico del blocco Parto coordinato dalla dottoressa Rita Commissari e dal dottor Giuseppe De Masi, che hanno progettato un percorso strutturato e sicuro per conciliare la presenza del genitore con i rigorosi standard sanitari.
«Questo è il primo passo – le parole della dottoressa Annalisa Bizzarri, anestesista della sala parto e ideatrice del percorso – verso il taglio cesareo dolce. La presenza del padre e il contatto pelle a pelle immediato e ininterrotto con il neonato favoriscono la costruzione del legame familiare e rispettano la naturalità della nascita, anche quando avviene in sala operatoria». Per la collega Natalina Manci, direttrice della struttura complessa di ostestricia e ginecologia, la «presenza del papà è cruciale dà sicurezza, serenità e una forza inattesa alla partner. Da spettatore esterno, il padre diventa protagonista attivo dell’evento nascita, nel pieno riconoscimento del suo ruolo genitoriale».
Fondamentale anche il contributo dei neonatologi, guidati dalla dottoressa Federica Celi, che accompagnano il neonato fin dai primi secondi di vita e durante la cosiddetta ora sacra, accanto ai genitori. «Il percorso è stato reso possibile anche grazie al lavoro della ginecologa Elisa Iazzetta, dell’anestesista Francesca Belloni e dell’ostetrica Vanessa Angelici». Infine «un ruolo chiave, spesso silenzioso ma decisivo, è quello delle infermiere e delle Os della sala parto. Garanti delle norme di sicurezza, accompagnano i genitori nel percorso intraoperatorio e rappresentano il ponte tra il mondo sanitario e quello familiare».






