di Maria Luce Schillaci
Parte ufficialmente la ‘chiamata’ dell’amministrazione Bandecchi per partecipare all’annunciato sit-in a Perugia, davanti alla sede della Regione Umbria. Dieci giorni da trascorrere nel gazebo montato nel capoluogo umbro, dal 26 gennaio al 6 febbraio (sabato e domenica esclusi) dalle 10 alle 17. Sono stati messi a disposizione gratuitamente di chi vorrà prendere parte alla mobilitazione, alcuni pullman che porteranno a Perugia e riaccompagneranno a Terni al termine della giornata tutti i partecipanti.
L’appello alla città di Stefano Bandecchi gira da giovedì sul web: «Mi rivolgo ai ternani. Parliamo dell’ospedale di Terni che deve essere fatto con i soldi pubblici, abbiamo già tutti i permessi per fare il sit-in, ho bisogno di persone che hanno voglia come me di fare questo ospedale a Terni. Il numero di telefono 366.4728423 serve per andare a Perugia davanti alla Regione. Distribuiamo volantini e facciamo presente ai consiglieri regionali che 220 milioni sono meno dei 780 milioni che loro hanno deciso di spendere per il nostro ospedale». Un volantino senza colori politici ma solo con il rossoverde simbolo di Terni e con un altro numero da poter chiamare per prenotare la propria adesione: 334.3792040.
All’appello di Bandecchi si unisce anche quello dell’assessore alla cultura Michela Bordoni: «L’ospedale deve essere interesse di tutti, a prescindere dal partito. Questa amministrazione – rimarca l’assessore – sta portando avanti un progetto, un ideale che è per Terni, un sintomo anche di crescita, di sviluppo, per essere autonomi e dare concretezza al fatto che Terni deve avere una sua dimensione in Umbria. Terni – tuona Bordoni – deve avere l’ospedale e la decisione va presa qui, non a Perugia. I fondi a disposizione ci sono, lo disse la Tesei, lo disse la stessa Proietti, ma ogni volta poi cambiano idea. L’intera comunità si deve muovere e si deve spendere affinché Terni possa rappresentare le eccellenze di professionalità nell’ambito medico che meritano di avere una struttura idonea. Io mi appello non solo come amministratrice, ma proprio come cittadina ternana: andiamo insieme, dimostriamo che Terni fa la differenza rispetto a Perugia». Appuntamento per lunedì 26 gennaio: partenza dei primi pullman dal palaTerni alle ore 9.
Sabato sul tema intervengono i gruppi di maggioranza in Regione: «Apprendiamo che Stefano Bandecchi intende organizzare nei prossimi giorni una presenza continuativa sotto la sede della Regione Umbria, annunciando iniziative e proteste sul tema dell’ospedale pubblico di Terni. Un’iniziativa che appare quantomeno contraddittoria e di cui, francamente, non è nemmeno chiaro l’obiettivo. Bandecchi è lo stesso che ha costruito la propria azione politica e amministrativa attorno al progetto di uno stadio-clinica privata. È quindi singolare che oggi si proponga come difensore della sanità pubblica, quando il suo interesse è sempre stato rivolto a un modello fondato sul privato, un elemento che assume contorni ancora più gravi se si considera il clamoroso conflitto di interessi che riguarda il sindaco di Terni, che da un lato si presenta come paladino dell’ospedale pubblico e dall’altro ha promosso e sostenuto direttamente progetti di sanità privata. La maggioranza che governa la Regione Umbria lavora, invece, per rafforzare la sanità pubblica. Ci interessa davvero l’ospedale di Terni, il suo futuro e il suo ruolo strategico non solo per la città ma per l’intera Umbria. È su questo obiettivo che stiamo concentrando il nostro impegno, lontano da passerelle, ambiguità e strumentalizzazioni. In questi mesi abbiamo posto basi solide per un progetto importante come il nuovo ospedale di Terni, che deve essere centrale nel sistema sanitario regionale. Non annunci, ma atti concreti e scelte chiare: a partire dallo studio sulle aree idonee alla realizzazione del nuovo ospedale, un lavoro necessario che avrebbe dovuto essere fatto già anni fa e che nessuno aveva mai portato avanti con serietà. Va inoltre sottolineato il percorso di confronto istituzionale avviato, che a breve vedrà l’audizione in Terza Commissione a Terni dei capigruppo delle forze politiche presenti in consiglio comunale. Un passaggio importante, che dimostra la volontà di ascolto e di costruzione condivisa delle scelte strategiche sul futuro della sanità ternana. Continuiamo a lavorare anche per recuperare il tempo che è stato fatto perdere a questo territorio negli anni passati. Non va dimenticato, infatti, che l’ipotesi di project financing per il nuovo ospedale è stata bocciata per ben due volte, l’ultima nel 2024 sotto la guida del governo regionale Tesei. Scelte che hanno rallentato il percorso e che oggi impongono un lavoro serio e responsabile per rimettere il progetto sui giusti binari. Preoccupa che, mentre si rilancia un modello già respinto e senza ancora una chiara comprensione di ciò di cui si sta parlando, si rischi concretamente di far perdere a Terni altri dieci anni. Non è chiaro, infatti, contro cosa sia realmente diretta questa protesta: contro l’impegno della Regione Umbria per dare finalmente a Terni un nuovo ospedale pubblico? Per l’Umbria e per i ternani vogliamo un ospedale nuovo, moderno e attrattivo, capace di essere un vero centro di eccellenza, in grado di trattenere e attrarre professionalità, garantire qualità delle cure e rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. La sanità pubblica si costruisce con il lavoro quotidiano e con decisioni responsabili, non con annunci o occupazioni simboliche. Noi continuiamo a lavorare per una sanità pubblica forte, nell’interesse dei cittadini e delle cittadine e del diritto alla salute pubblica in Umbria».






