di Giovanni Cardarello
Quella di mercoledì 23 luglio è stata una giornata, l’ennesima, di inferno per i pendolari dell’Umbria. Come riporta il quotidiano ‘Il Messaggero Umbria‘, ci sono stati gravi disagi, i soliti. In mattinata da Roma, il treno 4152 per Ancona è stato deviato senza preavviso sulla linea lenta. ‘Prodezza’ bissata con il treno 4156 del pomeriggio arrivato a destinazione con quasi 40 minuti di ritardo. Una situazione sempre più insostenibile, basta leggere un post qualsiasi sulle pagine Facebook dei Comitati dei pendolari per averne contezza.
Una situazione destinata a peggiorare con i lavori di agosto e con l’entrata in vigore, a dicembre, della delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) con la quale, di fatto, si spostano in linea lenta tutti i treni regionali. Ma proprio su questo versante sembra muoversi qualcosa. Con una nota diffusa da Ansa, l’Art è intervenuta in merito alla propria delibera, quella che «prevede la circolazione dei soli treni con velocità superiore ai 200 km/h sulla linea ad alta velocità Roma–Firenze» e fa sapere che sta «portando avanti interlocuzioni con RFI, le Regioni interessate e Trenitalia per gestire le criticità».
«Consapevole delle ripercussioni sui servizi regionali – scrive Art nella nota pubblicata da Ansa – è stato avviato un confronto finalizzato a valutare soluzioni in attesa della piena disponibilità del materiale rotabile idoneo a rispettare i requisiti della rete alta velocità». Nella nota viene ricordato che fin dai primi anni 2000, la tratta alta velocità Roma–Firenze, progettata per ospitare treni fino a 250 km/h, «aveva operato in deroga, consentendo l’accesso anche a treni regionali con velocità fino a 150 km/h».
«Tuttavia – si legge ancora nella nota dell’Autorità – la linea alta velocità è stata realizzata con importanti investimenti nazionali per far circolare treni veloci. Un treno regionale ha un impatto notevole sulla circolazione che, soprattutto in un contesto di rete satura, determina forti ripercussioni sull’efficienza complessiva della circolazione». Premesso questo, però, «alla luce delle istanze ricevute dalle amministrazioni locali, e nell’ottica di contenere il disagio per i tanti pendolari che quotidianamente viaggiano su quella linea, l’Autorità sta lavorando alla definizione di una soluzione che preveda eventuali ulteriori deroghe, anche parziali, all’entrata in vigore delle prescrizioni in oggetto».
Un’apertura vera e propria che potrebbe sciogliere il nodo principale e che, al tempo stesso, lancia un appello alle Regioni coinvolte a RFI e a Trenitalia. L’Autorità di regolazione dei trasporti, infatti, auspica «un’azione congiunta e responsabile da parte di tutti gli attori coinvolti affinché la transizione verso un servizio regionale pienamente compatibile con l’infrastruttura alta velocità possa avvenire nei tempi più brevi possibili».
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