Un pediatra dell’azienda ospedaliera di Perugia – 43enne originario di Umbertide – è stato colpito dalla misura interdittiva della sospensione dalla professione di medico, su ordine del gip di Perugia Natalia Giubilei e su richiesta della procura della Repubblica, perché «gravemente indiziato del delitto di violenza sessuale». A darne notizia sono i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Perugia che, guidati dal tenente colonnello Giovanni Mele, hanno condotto le indagini ed eseguito la misura interdittiva, chiesta dal procuratore capo Raffaele Cantone dopo che il fascicolo era stato aperto dal pm D’Onofrio, poi trasferito. I fatti sono avvenuti fra il 2019 e il 2020.
Le ‘avances sessuali’
«L’indagine – riferisce l’Arma -, originata da un esposto della stessa azienda ospedaliera, ha fatto emergere ‘avances sessuali’ poste in essere dal dirigente medico nei confronti di due dottoresse specializzande. Avances avvenute all’interno del reparto in cui operavano. Sono state le dottoresse che nel tempo hanno segnalato i comportamenti del proprio dirigente. Il personale della sezione di polizia giudiziaria, nel tempo, ha svolto gli accertamenti ed i riscontri necessari per delineare al meglio la vicenda e far emergere i profili di responsabilità, così raccogliendo gli elementi probatori che hanno portato all’emissione della misura applicata». In un caso – rispetto alle contestazioni – il professionista avrebbe palpeggiato al seno la specializzanda, mentre nell’altro avrebbe tentato di baciarla: ciò in un contesto di allusioni, messaggi, avances più e meno esplicite.
Parla l’ospedale
Il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Marcello Giannico, spiega che «in merito alla vicenda della sospensione del dirigente medico indiziato per molestie sessuali nei confronti di colleghe, la direzione aziendale ha fornito la massima collaborazione nelle indagini all’autorità giudiziaria e, alla formalizzazione del provvedimento interdittivo, attivato le procedure finalizzate a valutare il comportamento del dipendente sotto il profilo disciplinare. Le indagini – spiega Giannico – sono ancora in corso e coperte dal segreto d’ufficio. Ringraziamo l’autorità giudiziaria per il lavoro svolto e auspichiamo una rapida conclusione delle stesse con una chiara identificazione delle responsabilità».






