Il polo di Pentima come leva per formazione, ricerca e innovazione a Terni. È questa la direttrice indicata durante il sopralluogo della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa regionale, che lunedì 27 aprile ha fatto tappa nell’area universitaria e professionale ternana per fare il punto sul progetto di riqualificazione.
Prima della visita alle strutture, i tecnici regionali hanno illustrato nel dettaglio l’intervento, definito dall’assessore regionale Francesco De Rebotti come la trasformazione di «un luogo strategico in un’infrastruttura stabile per la formazione, la ricerca e l’innovazione, strettamente connessa al sistema produttivo». Il piano punta alla riattivazione e rifunzionalizzazione degli spazi esistenti, con l’obiettivo di ospitare attività universitarie avanzate, ricerca in collaborazione con le imprese e iniziative legate a innovazione e startup. Un progetto che si inserisce in una fase di trasformazione più ampia, segnata dagli investimenti nel comparto siderurgico e dai processi di transizione energetica e digitale. «Qui si concentra una parte rilevante della capacità produttiva dell’Umbria – ha sottolineato De Rebotti – ed è fondamentale costruire le competenze necessarie ad accompagnare questo cambiamento».
Dopo i saluti dell’assessore comunale Sergio Anibaldi, che ha evidenziato l’importanza della sinergia tra enti, il dirigente regionale Paolo Gattini, insieme ai tecnici Francesca Pazzaglia e Vanessa Salvo, ha illustrato nel dettaglio gli interventi previsti. L’obiettivo è trasformare un’area oggi in parte degradata in un polo moderno, sicuro e attrattivo, capace di integrare università, formazione professionale e servizi per gli studenti. Il progetto prevede, in particolare, il recupero degli spazi dell’ex Isrim per ospitare laboratori multidisciplinari, aree di co-working, un C-lab, aule studio, segreterie e un’aula magna. Al centro anche la creazione del ‘Pentima Campus’, un marchio territoriale pensato per identificare un luogo unico dedicato all’istruzione e all’innovazione, basato sulla collaborazione tra pubblico e privato. Non mancano gli interventi su efficienza energetica e sicurezza, con edifici progettati secondo standard avanzati e l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Sul piano economico, il progetto può contare su 17 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione, a cui si aggiungono 1,5 milioni per la mensa – già ristrutturata – e 4 milioni per la palestra, in fase di completamento. Il cronoprogramma prevede progettazione e gare tra il 2025 e il 2027, lavori articolati fino al 2031 e conclusione nello stesso anno. «Non partiamo da zero – ha ribadito De Rebotti – ma da una base che oggi lavora al di sotto delle proprie potenzialità. L’obiettivo è rafforzarla e metterla a sistema, costruendo un polo che tenga insieme università, ricerca applicata e industria». La sfida, ha aggiunto, «è far tornare a dialogare in modo strutturato conoscenza e produzione, nello stesso spazio fisico».
Dal mondo accademico, Marco Mazzoni – in rappresentanza dell’Università degli Studi di Perugia e del rettore Massimiliano Marianelli – ha sottolineato la volontà di «rafforzare la presenza dell’ateneo a Terni, anche attraverso lo sviluppo di nuovi corsi e di un dipartimento centrato su benessere, salute e innovazione. Un percorso che guarda a una crescita dell’offerta formativa e al consolidamento del modello di università diffusa». In chiusura, De Rebotti ha parlato di «terza scommessa su Terni», evidenziando la volontà di costruire «un modello più solido rispetto al passato, fondato su accordi stabili, obiettivi misurabili e responsabilità chiare. Non chiediamo fiducia sulla base delle parole – ha concluso – ma lavoriamo per creare le condizioni perché questo progetto possa reggersi nel tempo». Al sopralluogo hanno preso parte, tra gli altri, la presidente della Commissione Letizia Michelini, il vicepresidente Enrico Melasecche, l’assessore regionale Fabio Barcaioli e i consiglieri Maria Grazia Proietti, Francesco Filipponi, Luca Simonetti e Paola Agabiti.
«La presentazione del progetto di riqualificazione del polo di Pentima rappresenta un passaggio importante per Terni e per l’intero sistema formativo regionale», evidenziano i consiglieri regionali Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi (Pd) che lunedì hanno partecipato al sopralluogo della Seconda Commissione «per verificare sul posto lo stato delle strutture e approfondire il progetto illustrato dai tecnici regionali». I consiglieri di maggioranza spiegano che «si tratta di un’infrastruttura pubblica che da anni attende una piena valorizzazione e che oggi viene finalmente collocata dentro una visione chiara: diventare un punto stabile per la formazione universitaria avanzata, la ricerca e l’innovazione, in connessione diretta con il sistema produttivo del territorio. È una direzione che consideriamo giusta e che abbiamo sostenuto con convinzione anche attraverso la mozione che abbiamo presentato ormai un anno fa, attualmente all’esame delle Commissioni. In quell’atto si chiedeva di imprimere un’accelerazione concreta al percorso di riqualificazione, partendo dall’approvazione e dall’attuazione del Documento di Fattibilità, dall’aggiornamento della programmazione e da un monitoraggio costante da parte del Consiglio. Oggi vediamo che quel percorso sta andando avanti. La Giunta ha già approvato il DocFap nei mesi scorsi e ora con la presentazione pubblica del progetto e il coinvolgimento diretto della Commissione, si entra in una fase più operativa e più trasparente».
Il progetto illustrato dai tecnici «va nella direzione che avevamo indicato: recupero degli spazi oggi inutilizzati, in particolare quelli dell’ex Isrim, creazione di laboratori multidisciplinari, spazi per la didattica, il co-working e l’innovazione, rafforzamento dei servizi agli studenti, attenzione alla sicurezza e all’efficienza energetica. C’è anche un’idea chiara di identità, con la costruzione del ‘Pentima Campus’ come luogo riconoscibile, dove pubblico e privato collaborano per generare nuove opportunità». Pentima, proseguono Proietti e Filipponi, «può tornare a essere un punto di riferimento per Terni, in una fase in cui il territorio è attraversato da trasformazioni importanti legate alla transizione energetica e digitale e agli investimenti nel comparto industriale. In questo contesto, la capacità di formare competenze adeguate diventa decisiva. Resta ora il passaggio più delicato: rispettare i tempi, mantenere la coerenza tra progettazione e attuazione, garantire continuità nel lavoro tra Regione, Università, Comune e tutti i soggetti coinvolti. È su questo che continueremo a seguire con attenzione il percorso, anche attraverso gli strumenti di indirizzo e controllo del Consiglio. Il lavoro fatto fin qui – concludono – dimostra che quando c’è una visione condivisa e un impegno istituzionale serio i risultati arrivano. Adesso bisogna accompagnare questo progetto fino in fondo, perché Pentima diventi davvero un luogo vivo, utile alla città e capace di produrre formazione, ricerca e sviluppo».









