Si terrà entro la primavera 2026 il congresso provinciale del Partito Socialista Italiano della federazione di Terni, convocato dal direttivo provinciale già nel mese di febbraio. L’ultimo appuntamento congressuale risale al 2022 e, secondo quanto riferito, la nuova assise «nasce dall’esigenza di ridefinire struttura organizzativa e strategia politica a livello locale e regionale».
Il congresso si svolgerà «nel rispetto delle norme statutarie e in raccordo con il partito nazionale», con la partecipazione del segretario nazionale Enzo Maraio. «L’obiettivo – si legge in una nota – è ridisegnare una nuova struttura organizzativa e costruire una strategia politica per Terni, la provincia e l’Umbria».
Dal punto di vista organizzativo, è stata nominata la commissione congressuale composta da Raffaele Iannotti, Cesare Sarti, Marco Mercuri, Luciano Binnella, Francesco Marchetti e Maurizio Moriconi, oltre al segretario uscente Giuseppe Chianella. Presidente della commissione è stato eletto Iannotti.
Nel documento politico si sottolinea anche la «fase di crescita del partito a livello nazionale, dopo il congresso tenutosi a Napoli nel 2025, con circa 600 delegati da tutta Italia e un incremento degli iscritti negli ultimi due anni, oltre a nuovi eletti anche in Umbria, tra cui il caso di Assisi. Il PSI è presente con i suoi organi nazionali, regionali e provinciali ed è parte integrante dell’Internazionale socialista e socialdemocratica».
Non manca un passaggio polemico verso chi si richiama al socialismo sostenendo amministrazioni di centrodestra: «Chi si dichiara socialista in contesti di centrodestra non conosce la storia del socialismo e ne offende i padri nobili», con riferimento a figure come Turati, Matteotti, i fratelli Rosselli, Pertini, Nenni, Lombardi e Craxi. Ampio spazio è dedicato alla situazione politica locale, con un giudizio netto sull’attuale amministrazione comunale di Terni guidata dal sindaco Stefano Bandecchi. «Negli ultimi anni si è assistito a uno stravolgimento della politica tradizionale e del rispetto istituzionale», viene affermato, definendo l’esperienza amministrativa «alla fine del suo percorso».
Da qui l’invito alle forze di centrosinistra ad avviare una riflessione in vista delle prossime elezioni e la proposta di convocare «una sorta di stati generali del centrosinistra per costruire un’alternativa politica condivisa». Non risparmia osservazioni anche sull’azione della Regione Umbria. Tra i punti critici indicati figurano la gestione dell’addizionale Irpef, alcune «indecisioni amministrative e dossier aperti come il futuro della sede Usl di Terni, il nuovo ospedale, il piano sociosanitario, l’ospedale Narni-Amelia, le infrastrutture ferroviarie, con particolare riferimento alla direttissima per Roma, e il rilancio della Fcu». Questioni che, secondo il Psi, «dovranno essere affrontate con decisione».
Nel documento si evidenziano inoltre temi strutturali come la gestione dei rifiuti, il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, con l’Umbria tra le regioni più anziane d’Italia, e la necessità di ripensare i modelli amministrativi, soprattutto nei piccoli comuni. Tra le priorità anche la politica abitativa: «Il piano casa nazionale è insufficiente rispetto ai bisogni reali, in un Paese dove da anni manca una vera strategia sul tema».
Infine, viene richiamata la nascita della ‘Comunità riformista’, promossa insieme a circa venti associazioni, con l’obiettivo di aggregare un’area moderata di ispirazione progressista. «Un soggetto che intende affrontare i problemi in modo razionale, fuori dal clima di scontro, tornando a una politica concreta e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini, in particolare dei più fragili». Il congresso provinciale sarà dunque «occasione di confronto anche con le altre forze del centrosinistra, con l’intento dichiarato di costruire una nuova fase politica per il territorio ternano».






