di Giovanni Cardarello
Nemmeno il tempo di archiviare l’ultima tornata amministrativa che l’Umbria si proietta già, con ben dodici mesi d’anticipo, verso un 2027 elettorale che si preannuncia strategicamente decisivo per i destini delle coalizioni regionali. Una circolare del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha già tracciato i confini temporali delle prossime grandi manovre. Come spiega ‘Il Corriere dell’Umbria‘, si voterà in una domenica e il lunedì seguente, compresi tra aprile e giugno per il rinnovo di ben diciassette municipi umbri, di cui undici in provincia di Perugia e sei in quella di Terni. Ma a rendere la campagna elettorale una lunga maratona ad alta tensione, non è solo il numero dei territori coinvolti, ma anche il forte incastro con le dinamiche della politica nazionale.
Spoleto e Todi le sfide ‘calde’
La mappa del voto amministrativo toccherà centri di primaria importanza che, storicamente, hanno anticipato o consolidato i trend politici della regione. Sotto i riflettori ci saranno soprattutto Spoleto e Todi, considerati da sempre aghi della bilancia delle coalizioni. A Spoleto si tornerà alle urne dopo la fine anticipata della consiliatura avvenuta nel 2021, quando la caduta della giunta civica di centrodestra guidata da Umberto de Augustinis segnò l’inizio della rimonta del centrosinistra guidato dal Patto Avanti. Qui la logica vorrebbe una naturale conferma del sindaco uscente Andrea Sisti come candidato del centrosinistra. Ma attenzione alle velleità nazionale del primo cittadino della città dei Due Mondi.
Sul fronte opposto, Todi rappresenta la storica roccaforte del centrodestra guidata ormai da nove anni consecutivi da Antonino Ruggiano. Il centrosinistra non nasconde le proprie velleità di vittoria nella città di Jacopone per completare la riconquista della Media valle del Tevere, avviata con il recente successo di Marsciano. Oltre a questi due centri, la tornata elettorale coinvolgerà altri città chiave del territorio, a partire da Narni e da Città di Castello. Anche qui sia Lucarelli che Secondi puntano alla conferma. Completano il quadro, in rigoroso ordine alfabetico, Avigliano Umbro, Bettona, Bevagna, Cascia, Castel Giorgio, Deruta, Montecastrilli, Monteleone di Spoleto, Nocera Umbra, Otricoli, Parrano, Poggiodomo e Valtopina.
Lo ‘spettro’ dell’Election Day e il salto a Roma
Ma a sovvertire i piani puramente locali delle segreterie di partito, interviene però lo scenario nazionale. Il calendario ufficiale prevede le elezioni politiche per l’autunno del 2027, ma nei palazzi romani si fa sempre più insistente l’ipotesi di un anticipo di sei mesi che farebbe coincidere il voto per il rinnovo di Camera e Senato proprio con la finestra delle Comunali di primavera, concretizzando un clamoroso election day.
Questa sovrapposizione temporale sta già accendendo i motori della diplomazia interna ai partiti. Diverse indiscrezioni, a partite da quelle lanciate a ridosso di Pasqua, sempre da ‘Il Corriere dell’Umbria‘, indicano che l’incrocio tra amministrative e politiche stia spingendo numerosi consiglieri regionali in carica e sindaci di spicco del territorio, a valutare concretamente il ‘grande salto’ verso il Parlamento, sfruttando la spinta del proprio radicamento locale e ridisegnando di conseguenza le geometrie e le alleanze delle candidature territoriali.
Chi vuole andare a Roma
Su tutti, come anticipato qualche settimana fa sempre da ‘Il Corriere dell’Umbria‘, «l’attuale vice presidente della giunta regionale, Tommaso Bori, l’assessora all’agricoltura Simona Meloni, l’attuale consigliere regionale ed ex governatrice Donatella Tesei» più «il coordinatore e capogruppo di Forza Italia in Regione, Andrea Romizi». Possibile corsa elettorale – sempre secondo il quotidiano – anche per «Eleonora Pace, Paola Agabiti e per l’europarlamentare Marco Squarta». Ma va detto che andrà valutato, a fondo, con quale legge elettorale si arriverà al voto. Un fatto che inevitabilmente rappresenterebbe una variabile di non poco conto.
Le coalizioni, in ogni caso, sono già al lavoro. Nel centrosinistra si ragiona per allargare la base e ridurre la frammentazione, mentre il centrodestra si muove per blindare i propri territori. In una regione che ha appena dimostrato una straordinaria vitalità democratica, facendo registrare nell’ultima tornata un’affluenza record del 70,78%, prima assoluta in tutta Italia, la lunghissima campagna elettorale per il 2027 è ufficialmente cominciata.






