di Giovanni Cardarello
L’edizione del 2026 del Carnevale di Spoleto sarà decisamente diversa dal solito, ma la Città del Festival dei Due Mondi non rinuncerà ai colori e all’allegria di una delle manifestazione più antiche e radicata del proprio territorio. Dopo settimane di attesa e più qualche polemica, soprattutto sui social, è stato infatti ufficializzato il programma per la giornata di domenica 15 febbraio. Quest’anno il cuore dei festeggiamenti batterà ai piedi della Cattedrale, nonostante l’assenza dei tradizionali carri allegorici.
Addio sfilata, spazio ai gruppi mascherati
La decisione di rinunciare alla sfilata dei giganti di cartapesta, spiega un articolo a firma Ilaria Bosi sul Messaggero Umbria oggi in edicola, è stata sofferta ma inevitabile. L’associazione Manifestazioni Spoletine, infatti, ha dovuto fare i conti con una drastica riduzione dei contributi e con la difficoltà di reperire sponsor, elementi che hanno reso impossibile avviare e gestire la complessa macchina organizzativa dei carri.
Tuttavia, lo spirito della festa non si ferma. Il programma prevede un grande raduno in piazza Duomo, dove i protagonisti assoluti saranno i gruppi mascherati e le famiglie. A dare il ritmo al pomeriggio di festa sarà la Banda Musicale Città di Spoleto, che con le sue note accompagnerà maschere e visitatori in una delle cornici più suggestive dell’Umbria.
Le ragioni dello stop: tra il nodo capannoni e il ‘taglio’ dei fondi
L’annuncio della rinuncia alle sfilate, arrivato direttamente dall’associazione Manifestazioni Spoletine. Una decisione che nasce da una crisi che affonda le radici in problemi strutturali mai risolti. In una nota carica di amarezza, il presidente ha spiegato come la macchina organizzativa si sia scontrata con ostacoli insormontabili, a partire dalla storica assenza di capannoni idonei, una criticità che si trascina da anni senza una soluzione concreta.
A questo si è aggiunto un colpo durissimo sul fronte economico. Nonostante il sostegno del Comune di Spoleto, a pesare è stata l’assenza di un contributo di circa 5.000 euro, inizialmente destinato a coprire le spese della passata edizione e mai erogato. Un’esclusione che ha visto il Carnevale di Spoleto come il ‘grande assente’ tra i beneficiari dei fondi per i grandi eventi 2025.
Il venir meno di queste risorse, unito alle rigide normative sulla sicurezza e alla difficoltà nel reperire sponsor privati per la storica lotteria — vitale per il sostentamento dei carristi — ha inevitabilmente messo un freno alla possibilità di allestire i carri allegorici. «La domanda sui motivi dell’assenza è lecita», spiegano gli organizzatori, «ma non va dimenticata la complessità di una manifestazione che dal post-Covid vive in costante affanno».
Una tradizione lunga quasi 200 anni
Quella che si appresta a vivere la città di Spoleto è l’edizione numero 197 del Carnevale. Un traguardo che è testimonianza diretta ed esplicita del legame profondo tra Spoleto e la sua festa più colorata. Una festa con quasi due secoli di storia alle spalle, una festa, come già accennato, che rappresenta una delle manifestazioni più antiche e radicate del territorio. Una festa che di fatto si è fermata soltanto nell’era Covid. Una festa capace di attraversare il tempo e i cambiamenti sociali.
Il futuro del Carnevale di Spoleto
L’obiettivo, per il futuro, resta comunque quello di tornare alla formula classica, cercando di ricostruire quel tessuto di partecipazione e volontariato necessario per riportare i carri allegorici per le vie della città. Per ora, l’appuntamento è fissato per il 15 febbraio: un Carnevale ‘di piazza’ che punta tutto sulla voglia di stare insieme e sulla bellezza del centro storico spoletino






