Il professor Roberto Amati ha pubblicato il suo libro ‘Il lebbrosario di San Bartolomeo – San Gemini 1440-1740’ (Avio Edizioni Scientifiche, Roma). Due le presentazioni che si terranno entro la prima metà di giugno fra San Gemini e Todi. La prima è in programma venerdì 16 giugno alle ore 18 presso il Grand Hotel di San Gemini. L’autore ci racconta il senso di questa pubblicazione: «Il libro – spiega – ha la veste di una ricerca storica su un lebbrosario del ‘400 situato a San Bartolomeo, lungo la strada provinciale che da San Gemini conduce a Narni Scalo. Situato a ridosso di una strada vicinale – prosegue il professor Amati -, appare con l’ingrasso ornato da un grande affresco di un autore sconosciuto. Il corpo è diruto e ho voluto farne una ricerca approfondita sul suo impatto sul territorio in quanto in quesa struttura furono curati i lebbrosi di Narni, Todi, Terni e San Gemini e i malati che provenivano dalla Terra Santa». In merito alla pubblicazione, prosegue l’autore, «ha anche la presunzione di essere l’unica testimonianza del monumento e cerca di sottolineare garbatamente, ma non troppo, una recente sentenza del Tar dell’Umbria che dà ragione alla ditta edile proprietaria del terreno che può procedere alla demolizione del monumento eccetto la parte affrescata. Chi si dichiara ‘ambientalista’ – osserva Amati – non ha il compito di tutelare solo gli alberi e gli animali: il territorio che difende è fatto soprattutto dalla storia che lo ha creato la salvaguardia di piccole tessere di un mosaico. Questo è anche il compito della ricerca che se è una puntuale e faticata ricostruzione di tempi passati, è anche un monito di non far marcire radici importanti».








