Sarebbero ad un punto avanzato le indagini della squadra Mobile di Perugia sullo stupro di gruppo avvenuto nella notte fra martedì e mercoledì, ai danni di due ragazze di Fabriano (Ancona) di 19 e 24 anni. Le terribili violenze, stando alle denunce e alle testimonianze, sarebbero state compiute presso la piscina comunale di Ponte San Giovanni (Perugia) da otto giovani della zona di Perugia, alcuni dei quali di origini nordafricane. Due di loro si sarebbero resi responsabili delle violenze più pesanti nei confronti della 19enne, con l’amica 24enne palpeggiata in maniera brutale. In ogni caso nessuno del’branco’ si sarebbe opposto a quanto stava accadendo nell’impianto sportivo, teatro di una festa che il gruppo – le due giovani e anche gli altri con cui si conoscevano già – avevano raggiunto dopo aver trascorso la prima parte della serata ad un altro evento a Ponte Pattoli. La ricostruzione dell’accaduto da parte degli inquirenti, oltre alle ‘voci’ di chi c’era, si basa sulle analisi dei contenuti telefonici – tabulati ma anche chat e social – e immagini, tanto delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, quanto eventuali filmati girati con gli smartphone. Allo stato l’indagine è ‘contro ignoti’ ma presto potrebbero arrivare i nomi, ciascuno con le presunte responsabilità rispetto alle violenze compiute. Secondo quanto riportato da ‘Il Messaggero‘, in un pezzo a firma di Michele Milletti che cita il suo avvocato, la 19enne che avrebbe subito le violenze più profonde e pesanti, vivrebbe da quel giorno in uno stato di profonda prostrazione che l’ha portata anche a dover interrompere l’attività lavorativa.
Violentate a bordo piscina: cerchio stretto attorno al ‘branco’ dei presunti stupratori






